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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 04 Agosto - ore 20.00

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La soluzione dalla panchina, Gyasi e Nzola ancora smarriti

le pagelle
Riccardo Saponara e Kevin Agudelo

Fuori provincia - Provedel 5,5 - Quei palloni scodellati nell'area piccola meriterebbero un tentativo di anticiparli.

Vignali 5,5 - Finisce a giocare centinaia di palloni, ma anche a vedere il cross decisivo scoccare dalla sua fascia.

Ismajli 6 – Con le squadre lunghe, le sue corse all'indietro diventano importanti per non rischiare il contropiede.

Chabot 6 – Un errore vistoso, ma limita gli interventi sporchi e non offre il fianco all'esperienza degli avanti Hellas.

Marchizza 5,5 - Lascia saltare indisturbato Salcedo nell'area piccola, ma non gode neanche di grandi coperture.

Estevez 6,5 – I pochi break aquilotti sono offerti da lui, che prova anche il tiro da fuori per provare a svegliare l'ambiente.

Ricci 5 - Marcato a uomo da Salcedo, trova spazio con i minuti ma sbaglia troppo e da lui ci si aspetta più qualità (dal 37'st Acampora SV).

Maggiore 6 – L'unico che prova ad accelerare e che vince il confronto diretto con il proprio marcatore (dal 21'st Leo Sena SV).

Verde 5,5 - Le migliori occasioni sono sue e oggi non gli riesce mai il gesto tecnico che faccia la differenza (dal 21'st Agudelo 6,5 – Il tocco d'esterno per Saponara è perfetto)

Nzola 5 - La sensazione di inconcludenza di questo suo periodo è tutta espressa in quel bizzarro gol di mano.

Gyasi 5 – Inspiegabile come eviti di tirare a due passi da Silvestri, un segnale di poca lucidità (dal 37'st Saponara 7 – Si può dare senso ad una partita anche in 8 minuti. Forse anche ad una stagione intera).


All. Vincenzo Italiano 7 - La squadra esce dagli spogliatoi spaesata, timida, quasi assente. Sia nel primo che nel secondo tempo. C'è un minuto in cui non ci sono ancora le distanze e in quel minuto il Verona arriva in area due volte. L'occasione della ripresa porta alla rete. Il resto della partita vede Juric marcare mezzo Spezia a uomo, così il palleggio dei bianchi finisce nell'unico sfogo lasciato libero dai padroni di casa, ovvero Vignali. Da qui si può anche uscire con un pallone lungo per la punta, ma Nzola non ne tiene su una. E allora è tutta sofferenza.
Non è che dopo il gol subito succeda il miracolo, lo Spezia continua ad essere contratto e poco coraggioso rispetto ai propri standard. Maggiore aggira Sturaro e davanti gli si apre solo una foresta di maglie gialloblù: non è salito nessuno. I capisaldi di ogni movimento offensivo – Nzola e Gyasi – sono al minimo sindacale da troppe settimane e oltre la trequarti non c'è più la dinamicità che ha stupito il calcio italiano. Per fortuna compensa la lettura dei cambi, specialità della casa che anche oggi vale ossigeno per la classifica.

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