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Esposto a Castel Sant’Angelo il quadro di Brueghel “salvato” dai carabinieri

tela castelnovese
La "Crocifissione" di Pieter Brueghel il giovane (1564-1638)

Fuori provincia - C’è anche uno storico dipinto di Castelnuovo Magra nella mostra che si apre lunedì a Roma, a Castel Sant’Angelo, alla presenza, tra gli altri, del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini. La mostra espone trentanove importanti opere d’arte, pubbliche e private, che hanno una caratteristica in comune: essere state recuperate dai carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio culturale dopo che erano state oggetto di furto. La tela castelnovese però - la celebre “Crocifissione” secentesca del pittore fiammingo Pieter Brueghel il giovane - testimonia in questo caso una vicenda unica nel suo genere: non è stata recuperata dai carabinieri “dopo”, bensì “prima” del furto. Vicenda, del resto, della quale, due anni or sono, si sono occupati giornali di tutta Italia ed anche non italiani, come ad esempio il “New York Times”. L

’attività investigativa dell’Arma, infatti, aveva portato a ipotizzare un’azione malavitosa ai danni del pregevole dipinto. Per questo, d’accordo con il parroco don Alessandro Chiantaretto e con l’ufficio per i Beni artistici della diocesi, l’originale della tela era stato rimosso e sostituito con una copia, quasi indistinguibile. Quando, alcuni mesi dopo, i ladri sono entrati in azione, sono così rimasti clamorosamente beffati. L’originale del Brueghel è rimasto nei sicuri depositi dei carabinieri, a Roma, dove si trova tuttora in attesa che possa tornare nella chiesa di Santa Maria Maddalena non appena installato un adeguato sistema antifurto.

Ora, al di là del suo valore economico, stimato in almeno tre milioni di euro, rappresenterà un caso di eccellenza nella mostra di Castel Sant’Angelo: sia perché la vicenda testimonia la preparazione dell’Arma dei carabinieri nel delicato settore dei “furti su commissione” di pregevoli opere d’arte, sia perché richiama l’attenzione su un tema quanto mai
delicato, il tema della protezione dei beni culturali conservati in migliaia di luoghi di culto sparsi per la nostra penisola. Tale protezione, a fronte anche dello sviluppo di nuove tecnologie, che valgono per i carabinieri ma purtroppo anche per i ladri, richiede somme ingenti, superiori alle oggettive disponibilità di diocesi e parrocchie. Il problema esiste, e dovrà essere affrontato anche, probabilmente, in una prospettiva “sinodale” della Chiesa italiana. E’ del resto anche il tema della mostra, che resterà aperta sino al 4 novembre, con il titolo, parafrasi di una celebre frase di Dostoevskij, “Il mondo salverà la bellezza? Prevenzione e sicurezza per la tutela dei beni culturali”.

Lunedì saranno presenti il parroco di Castelnuovo Magra don Alessandro Chiantaretto e il sindaco Daniele Montebello, con alcuni collaboratori. La diocesi sarà rappresentata dalla direttrice del Museo diocesano di Sarzana Barbara Sisti. Presente anche una delegazione delle Fiandre, la terra di Brueghel. Il 21 e 22 settembre don Chiantaretto guiderà poi un nutrito gruppo di parrocchiani in visita a Roma.

Egidio Banti

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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