Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Sabato 12 Giugno - ore 19.00

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

'In Pectore', un'installazione consegna alla giustizia la violenza di un secolo fa

Daniela Spaletra
In pectore

Fuori provincia - Ultimo giorno di allestimento per In Pectore, la nuova installazione dell'artista lericina Daniela Spaletra, visitabile ancora oggi alla chiesa della Madonna delle lacrime di Carrara. Un progetto al quale l’artista ha lavorato per anni raccogliendo documenti e immagini fotografiche presso Archivi di Stato, biblioteche e parlando con storici, non solo per ricomporre un fatto specifico, ma cercando di ricostruire anche il complicato contesto storico di una città singolare come Carrara, traducendo in questo modo una vicenda privata in un fatto universale e fornendo così più in generale l’occasione per meditare sul concetto di giustizia.

L’intero lavoro, curato da Nicola Barattini, prende avvio dal doloroso fatto avvenuto esattamente cento anni fa nello stesso luogo dove oggi trova spazio l'installazione, e nasce dal racconto che l’artista ascoltava da bambina dalla nonna, testimone diretta dell’intera vicenda.
Il casus belli era stato lo sfoggio di un fiore rosso portato in petto dalla giovane Claretta Lazzeri, gesto letto come un moto di sfida da un gruppo di squadristi fascisti che degenererà nell’uccisione del fratello e della madre che tentarono di salvare la ragazza. "Un video - spiega l'artista - iconicamente posto all’interno della Chiesa delle Lacrime, luogo simbolo, al centro della zona dove avvennero i fatti, racconta la vicenda attraverso un processo simbolico agli esecutori che per svariate ragioni, non hanno mai pagato per quello che hanno commesso. All’esterno il perimetro dell’accaduto è evidenziato da una striscia rossa e dall’accumulo di fiori rossi posti nell’atrio della chiesa. La messa in scena non vuol essere un atto postumo di giustizia ma lo stimolo ad una riflessione sul senso di impotenza che l’ingiustizia può generare e sul dolore che questa può causare a chi vive certe esperienze. L’impianto processuale è difatti privo di elementi fondamentali ed indispensabili in un vero dibattito, primo tra tutti la mancanza degli imputati, dei testimoni e di atti giudiziari obbligatori al tal fine. L’audio in dialetto carrarino in apertura, carico di emotività e passione, darà voce al popolo con un racconto concitato ed emozionante, il solito che mi veniva fatto da bambina, mentre il racconto processuale dialetticamente contrapposto ad esso, riporta ad un livello più realistico e rigoroso l’intero accaduto. L’atto finale spetta al giudice al quale, in ultima battuta, verranno consegnati tutti gli incartamenti che egli prende con sé prima di lasciare l’aula senza emettere alcuna sentenza di accusa. La storia del duplice omicidio Lazzeri, a cento anni esatti di distanza dai fatti, consegnata, seppur metaforicamente, nelle mani della giustizia. Un congedo in silenzio, quello del giudice, per lasciare via libera a pensieri ed emozioni che non siano unidirezionali ma aperti ad una lettura più profonda e ad un’attenta riflessione su temi importanti della società passata che molto hanno in comune con quella odierna. La scelta di non dare soluzioni preconfezionate e rigide è voluta per mantenere livelli diversi di significato, per creare connessioni ed un legame atemporale tra passato e presente, tra memoria individuale e memoria collettiva”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News