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Bonassola, scoppia la maggioranza

La vice sindaco Schiaffino e i consiglieri Delucchi e Bianchi danno vita a un nuovo gruppo consiliare. Botta e risposta con il sindaco Bernardin. E non è solo questione di Cnr.

"Votiamo a settembre"
I tetti di Bonassola

Cinque Terre - Val di Vara - Si sgretola la maggioranza consiliare di Bonassola. Nelle scorse ore, con una lunga nota, la vice sindaco e assessore alla cultura Federica Schiaffino e i consiglieri Sandro Delucchi e Margherita Bianchi hanno annunciato la rottura ufficiale con la maggioranza di centrosinistra che sostiene il sindaco Giorgio Bernardin e la contestuale creazione di un nuovo gruppo consiliare, 'Bonassola futura', capogruppo Delucchi. “Comunichiamo la fine della nostra esperienza all’interno dell’attuale maggioranza comunale – chiariscono da subito i tre consiglieri -. Questa nostra decisione è frutto del percorso politico imbarazzante intrapreso in primis dal sindaco Bernardin e supportato poi solertemente dall’assessore Lagaxio e da altri consiglieri. Per più di un anno e mezzo abbiamo provato a portare nella casa comunale il nostro contributo costruttivo scontrandoci perennemente con l’ostracismo pervicace del sindaco e dei suoi sodali. I risultati di questi lunghi mesi ci consegnano un paese preda di un gruppo dirigente chiuso a riccio che rifugge ogni democratico confronto, sia esso interno che con le forze di minoranza presenti. Da quando il sindaco Bernardin è stato nuovamente eletto (era il 2019, ndr) si è perso ogni senso di comunità e si sono raggiunte spiacevoli vette amministrative, tra le quali vogliamo ricordare: un primo tentativo, che siamo riusciti a fermare, di sfratto del Cnr compiuto nell’estate del 2019; una gestione draconiana, fortemente punitiva e bizzarra del primo lockdown; una non gestione avvilente dell’estate 2020 dove a scapito di numerosi suggerimenti nulla è stato fatto per organizzare al meglio il turismo; organizzazione, sponsorizzazione e repentino naufragio di test sierologici anti covid a tappeto; ostracismo e marginalizzazione di tutti i consiglieri che non fossero succubi e sudditi della volontà del sindaco con relativi tentativi di estromissione da ogni decisione o peggio delega; nuovo assalto all’ufficio divulgativo del Cnr con sfratto riuscito e relativa figura pessima per tutto il territorio; proposte imbarazzanti per la vecchia ferrovia (cinema al chiuso e nuovi alloggi residenziali praticamente interrati in zona soggetta a facili allagamenti); proposta di nuovo Puc senza discussione pubblica con la cittadinanza e con, a nostro avviso, alcune zone di dubbia interpretazione in particolare per quanto riguarda la vecchia discarica. Per questi motivi e molti altri che hanno messo in evidenza un atteggiamento amministrativo, politico ed umano che è da noi distante anni luce – concludono Schiaffino, Bianchi e Delucchi -, intendiamo, da ora, distanziarci dall’attuale maggioranza al fine di impedire che i nostri nomi vengano associati in alcun modo a quelli del sindaco Bernardin, dell’assessore Lagaxio e degli altri consiglieri a lui fedeli. Riteniamo infine che sia altresì il caso di distanziarci anche da certi 'consiglieri da bar' con i quali il sindaco ama interagire preferendo evidentemente confrontarsi con loro piuttosto che in maggioranza o nel consiglio svilendo, a nostro avviso, il ruolo degli eletti”.

Insomma, la difficoltà dei rapporti interni della maggioranza ha portato infine a una deflagrazione; a far traboccare il vaso, la vicenda del Cepas – Cnr, trattata anche da una mozione in consiglio regionale. Margini di ricomposizione non ce ne sono, tant'è che il nuovo gruppo consiliare è cosa fatta. “Per un anno e mezzo – afferma il neo capogruppo Delucchi – abbiamo cercato il modo di restare, ma abbiamo dovuto prendere atto del fatto che il sindaco non intende tenere un minimo dialogo. Basti pensare che non faremo riunioni di maggioranza da un anno. Adesso porteremo le nostre proposte in consiglio comunale”. E nel parlamentino i numeri si fanno spinosi: ci sono il sindaco e i quattro consiglieri di maggioranza della lista Costituzione, il neo gruppo Bonassola futura (tre consiglieri), il gruppo di opposizione di sinistra Bonassola che vive (due) e il consigliere di opposizione indipendente Ameri, vicino al centrodestra. “Penso che il sindaco non abbia più i numeri per governare – osserva Delucchi -. Probabilmente una persona diversa in questo contesto si dimetterebbe. Auspichiamo che a settembre, quando magari ci sarà stato un miglioramento della situazione sanitaria, si possa tornare alle urne per le elezioni comunali. Dal canto nostro riteniamo conclusa ogni esperienza politica che veda partecipi il sindaco Bernardin e gli attuali consiglieri di maggioranza. Dove ci sono loro, per ragioni politiche, non possiamo più stare noi”.

Non si è fatta attendere la replica del primo cittadino, che ha risposto punto per punto. “Nell'estate 2019 mi sono recato a Genova presso gli uffici del Cnr e, in quell'occasione, avevo manifestato alla dirigenza le mie perplessità circa il rinnovo della convenzione. Comunque, la stessa, successivamente, è stata rinnovata, aggiungendo una clausola a tutela degli interessi pubblici che il pregiatissimo Cnr ha accettato. In occasione del primo lockdown, tutti i comuni e le istituzioni erano impreparati alle gestione di un avvenimento di portata mondiale, abbiamo seguito pedissequamente le direttive degli organismi superiori preposti, nelle quali si chiedeva , da parte delle amministrazioni, di far rispettare le regole dei Dpcm. Personalmente mi sono sentito in dovere di agire affinché venisse da tutti rispettato il divieto degli spostamenti tra comuni. Tutto ciò sempre e solo per la salvaguardia della salute pubblica. Nello specifico ho coadiuvato e supportato nei controlli su strada l'unico e nuovo agente di Polizia municipale, onde evitare che si trovasse in situazioni difficili da gestire. Ricordo che per lungo tempo Bonassola è stato un comune privo di casi Covid”. E ancora, scrive il sindaco, “è noto, anche da un personale riscontro con i commercianti, che l'estate 2020 sotto il profilo turistico è stata soddisfacente. Abbiamo avuto un notevole afflusso di turisti, la stagione dal punto di vista commerciale ha superato le aspettative, anche in considerazione che la stessa è iniziata in ritardo rispetto al consueto. Nel merito non ricordo, e me ne scuso, di aver ricevuto suggerimenti sulla conduzione organizzativa”. Sui test sierologici a tappeto, Bernardin afferma: “Mi spiace essere ripreso per un'azione che considero meritevole di nota e della quale vado fiero. Con un noto professionista, che ringrazio per la fattiva collaborazione e sensibilità verso il nostro paese, avevamo predisposto il prelievo ematico per tutta la popolazione. Il giorno precedente alla data prefissata, la Asl 3 di Genova ci ha contattato per evidenziare le problematiche inerenti tale azione. Evidenzio che il nostro intervento è stato completamente privo di costi per i cittadini”. Mentre “per ciò che concerne la marginalizzazione dei consiglieri – aggiunge il sindaco -, mi limito a ripetere che i collaboratori che mi sono vicini, sono puntualmente messi al corrente sulle iniziative condividendole assieme. Mi pare evidente che per il sindaco sia molto difficile poter conferire con soggetti assenti e lontani fisicamente. I 'consiglieri da bar'? Vado orgoglioso della loro amicizia e vicinanza sincera e disinteressata. Questi cari amici non si sono mai permessi di entrare nel contesto politico amministrativo, ma con le loro puntuali segnalazioni mi aiutano a tutelare e salvaguardare il territorio nella maniera più efficace”.

Per quanto riguarda la vecchia sede della stazione ferroviaria, continua il sindaco, “è in corso una presentazione di un progetto per la riqualificazione della stessa. La trattativa va avanti tra il Comune e le parti proprietarie da tempo, mi auguro di vedere al più presto il manufatto in ordine e fruibile. Non è compito dell'amministrazione fare valutazioni tecniche, che demandiamo agli organismi preposti. In questa operazione se, il progetto andrà a buon fine, avremmo ottenuto la ristrutturazione e la messa a norma di locali di circa trecento metri quadrati con costo totalmente a carico della società proprietaria”. La chiusura è dedicata ai concetti di “pacificazione e il dialogo democratico: preciso che è sempre stata mia prerogativa impostare la conduzione amministrativa credendo fortemente nell' affermazione dello stato di diritto di ogni cittadino. Colgo l'occasione per ringraziare tutti i bonassolesi che mi sono vicini e, soprattutto, i consiglieri Rocca, Ratto, Gavazzo, Lagaxio, che condividono con me l 'operato amministrativo”.

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