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Ripartiamo dalle Cinque Terre con un vero progetto di recupero

di Filippo Zangani

"ripartiamo dalle 5 Terre"
Riomaggiore

Cinque Terre - Val di Vara - Le Cinque Terre sono oggi il fiore all'occhiello del turismo di tutto il levante ligure e una delle mete più apprezzate a livello internazionale. C'è, però, da farsi una domanda che forse in pochi si pongono: perché 3.000.000 di persone all'anno scelgono come meta turistica le Cinque Terre, con un flusso di persone nei periodi Novembre/Marzo sempre maggiore? Non certo per il mare bensì per il territorio di per se unico e mantenuto fino a qualche decennio fa in maniera esemplare.

Le Cinque Terre sono un'opera di ingegneria idraulica formata da 7000 km di muretti a secco costruiti nell'arco di più di 2000 anni dagli abitanti di questo territorio che hanno reso fruibile un territorio altrimenti inutilizzabile, un lavoro che nel suo massimo ha visto ben 1200 ettari di terreno coltivato a vite, 450 a olivo ed il resto a castagno, dagli anni 60 è iniziato un progressivo degrado che ha portato una situazione a oggi a dir poco disperata con coltivazioni di appena 100 ettari di vite e meno di 20 ettari di olivo, l'analisi di questo processo è lunga ma vorrei soffermarmi sul passato recente per parlare di futuro.

Negli ultimi anni sono nate più di venti aziende, la maggior parte grazie a persone del luogo che con un colpo di orgoglio e amor proprio si sono "buttate" in nuove esperienze, aprendo cantine chiuse da anni e dando vita a prodotti interessanti e apprezzati, tutto ciò però necessita di un maggior aiuto da parte delle istituzioni per riuscire a far sviluppare al meglio queste attività e magari attrarre anche capitali da fuori. L'attuale sforzo messo in essere dalle istituzioni (Regione, Comuni e Parco Nazionale delle 5 Terre in primis) è già notevole e ragguardevole. Apprezzate, dalle aziende agricole, le varie forme di contributo che saltuariamente vengono erogate, ma questo, sempre secondo Confagricoltura La Spezia potrebbe essere migliorato grazie a piccoli accorgimenti.

Il problema principale è quello dell'accorpamento del terreno, dopo generazioni di divisioni tra parenti la particella media non supera i 300 mq il che risulta essere un problema per una persona che vuole cimentarsi in questo lavoro. Talvolta questi appezzamenti presentano decine di proprietari, oppure proprietari deceduti, il che rende impossibile l'acquisizione, o anche solo la presa gestione di questi terreni. Per ovviare a questo problema, si potrebbe pensare di realizzare una legge ad hoc che permette all'azienda di prendere possesso di un appezzamento di terreno e dar la possibilità di subentro per 20 anni alla conduzione del fondo. Una volta accorpati i terreni, nel momento in cui si va a recuperarli ci si trova di fronte uno scempio dato dall'incuria: in media il 40% dei muretti sono franati e ricostruirli prevede un costo insostenibile per le aziende (in media 250 € al metro divisi tra acquisto e trasporto nuovo pietrame e manodopera per ricostruire il muretto). Allora si potrebbero concentrare gli sforzi maggiori finanziando annualmente la ricostruzione dei muretti e finanziando corsi di formazione per persone che vogliono cimentarsi nella ricostruzione degli stessi. Sono figure ricercate anche perché spesso il mestiere è svolto da persone poco qualificate e talvolta con risultati deludenti.

E poi i diritti di reimpianto, cosa ad oggi sempre più difficile a causa dell'alta richiesta e della poca disponibilità. Ma in un territorio come le Cinque Terre l'agricoltura fa anche da manutenzione: dove manca l'agricoltura il territorio cede, (basta vedere le coste a mare quasi tutte franate e ormai irrecuperabili) però se cede il terreno su un centro abitato i risultati possono essere imprevedibili e talvolta drammatici: ad esempio durante l'alluvione del 20111 terreni coltivati seppur con danni hanno resistito, gli incolti sono scivolati a valle creando ciò che tutti ricordiamo. Confagricoltura La Spezia suggerisce di realizzare, concordato con gli enti di competenza, un "progetto ad hoc", ponendosi come obbiettivo sia l'aumento della superficie vitata ma soprattutto la salvaguardia e la manutenzione del paesaggio. Per fare questo va ricordato che le Cinque Terre oltre che essere Parco Nazionale sono anche Patrimonio dell'umanità e aree svantaggiate rientranti tra i vigneti eroici, per i quali è appena stata istituita una legge per salvarli).

Le associazioni di categoria, sono la voce degli imprenditori che sono sul campo. Si potrebbe ripartire da questi pochi punti, per far si che il volano economico turistico/agricolo messo in ginocchio durante il periodo Covid-19 possa presto risollevarsi. L'agricoltura vista sia dal lato produttivo sia come mantenimento del paesaggio unico.

Filippo Zangani (nella foto con l'ex assessore all'agricoltura Mai), presidente Confagricoltura La Spezia

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