Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 05 Maggio - ore 23.18

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Studio della viabilità medioevale fra Levanto e Pontremoli con "Scopri la Val di Vara"

Abside della cattegrale di Brugnato

Cinque Terre - Val di Vara - L'appuntamento settimanale del consorzio Il Cigno con la rubrica "Scopri la Val di Vara" sulla pagina fb Val di Vara e sul portale www.valdivara.it è dedicato alla viabilità medioevale fra il porto canale di Levanto e Pontremoli conosciuta come Via dei Monti o de Pontremolo. Nel XIII secolo i Genovesi acquistano dalle nobili famiglie Da Passano, Celasco e Da Vezzano i territori compresi fra il mare e le montagne della Val di Vara favorendo la creazione di un percorso adatto al trasporto delle merci fino a Parma.
A quel tempo il mare rappresentava la rotta più sicura per i traffici della Repubblica di Genova con gli approdi di Sestri Levante e Levanto dai quali per via terra si entrava in Val di Vara proseguendo da qui per Pontremoli dove la Via dei Monti incontrava la Francigena. Con ogni probabilità furono i Genovesi a demolire i vecchi capisaldi sui quali i piccoli feudatari vevano costruito le loro fortune imponendo pedaggi a chi transitava lungo le antiche percorrenze. Scompaiono così i castelli di monte Bardellone con la torre di vedetta che controllava la valle di Levanto, di Cassana che si pensava erroneamente inglobato nella attuale chiesa parrocchiale, di monte Zignago con l'incendio del villaggio medioevale poi sostituito nel Cinquecento dall'attuale centro di Pieve e non ultimo, il centro fortificato di Serramaggiore sempre in Comune di Zignago non lontano dalla moderna Valgiuncata. L'articolo termina con il racconto dei briganti che infestavano, nonostante i durissimi controlli imposti dalla Repubblica di Genova, la viabilità medioevale. Grazie alla ricerca compiuta un secolo fa da Ubaldo Mazzini è stato possibile ricostruire la vicenda tragica del nobile Odorico Biassa, luogotenente al servizio dei Genovesi alla Spezia nviato nel febbraio 1416 a indagare sull'aggressione mortale a un gruppo di pellegrini perpetrata da alcuni banditi a Zignago. Odorico non arriverà mai sul luogo dove avrebbe dovuto interrogare i testimoni restando ucciso in un agguato ordito dal marchese Gabriele Malaspina del ramo di Villafranca Lunigiana a quel tempo signore di Brugnato, nel breve periodo di dominazione in questa parte della Val di Vara. Gabriele Malaspina più che amministrare il bene comune organizzava agguati a quanti transitavano sulla Via dei Monti provenienti o diretti a Levanto per depredarli di ogni avere.
L'uccisione del Biassa fu motivo di una violenta repressione da parte dei Genovesi con un un grande contingente di armati che dalla fine del febbraio alla metà di maggio del 1416 rase al suolo per rappresaglia numerosi castelli di proprietà dei Malaspina compresi fra Val di Vara e Lunigiana. Pochi i manieri che si salvarono solo in virtù delle esigenze militari della Repubblica di Genova. Dei quattordici sicari autori della uccisione di Odorico dieci furono uccisi subito mentre quattro riuscirono a fuggire. Lo stesso marchese Gabriele riuscì a riparare in Lunigiana evitando la cattura e la pena capitale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News