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Il sepolcreto ligure di Genicciola, uno dei tesori nascosti della Val di Vara da valorizzare

Sul confine
Ricostruzione tomba ligure di Genicciola

Cinque Terre - Val di Vara - Prosegue sulla pagina Facebook Val di Vara e sul portale www.valdivara.it il viaggio alla conoscenza del territorio e dei suoi tesori nascosti. Il sito archeologico di Genicciola è fra questi: dopo la scoperta del sepolcreto ligure a fine Ottocento che ha messo in luce una ottantina di tombe a cassetta e i progetti recenti dei Comuni di Calice al Cornoviglio e Podenzana tutto è caduto nell'oblio per mancanza di finanziamenti. Singolare la storia di questo luogo, poco distante dal paese, conteso da due regioni, Liguria e Toscana, perché è da lì che passa il confine amministrativo.
Tutto nasce con le ricerche condotte da Gaetano Chierici, paleontologo reggiano, in collaborazione con Luigi Pigorini, archeologo, e Paolo Podestà, avvocato sarzanese. Non si tratta di ricerche improvvisate, anzi! Chierici, persona di elevata cultura del quale nel 2019 ricorrevano i duecento anni dalla nascita, celebrati in forma ufficiale a Reggio Emilia, sua città natale, ebbe un ruolo di primo piano nel clero italiano con una profonda e sofferta visione liberale. Nella maturità si dedica a tempo pieno agli studi di archeologia preistorica fino a diventare il fondatore di questa disciplina conosciuta anche come paletnologia insieme allo stesso Pigorini e a Pellegrino Strobel.
Chierici arriva a Genicciola a seguito della segnalazione del ritrovamento di materiale di grande interesse proveniente da una zona chiamata fino all'Ottocento Cenisola. Questo è l'esatto toponimo sostituito successivamente da quello di Genicciola.
Quello che la gente del posto aveva scambiato erroneamente per il tesoro di Nerone altro non era che un complesso di tombe liguri di grande interesse.
Flavio Cucco, già sindaco di Calice al Cornoviglio e appassionato di archeologia, ritiene che Genicciola e Ameglia abbiano rappresentato due importanti aree mercantili con una forte vocazione ai commerci verso le aree interne, Val Padana e Canton Ticino. Chi crede che i Liguri siano stati gente dei monti, marginale nel mondo antico, rimarrà deluso dagli esiti sorprendenti delle ricerche condotte dall'archeologia in tutti questi decenni. L'archeologo Tiziano Mannoni parla a giusta ragione di una viabilità in epoca storica dall'approdo originario sulle rive della Magra che risaliva inizialmente il fiume Vara per portarsi poi sulle
dorsali dei monti. Ecco spiegata l'importanza del sito di Genicciola conosciuto attraverso la sua necropoli. Gran parte dello tombe ritrovate sono finite a Reggio Emilia, città dalla quale Gaetano Chierici proveniva e dove è presente un interessante museo civico con buona parte dei reperti provenienti dallo scavo di Genicciola. Il resto è distribuito fra i musei archeologici nazionali di Parma e Roma (in questo caso il Pigorini, dedicato all'illustre archeologo) con una piccola presenza al museo civico della Spezia.
E' auspicabile che le ricerche condotte oltre un secolo fa da Gaetano Chierici siano riprese in forma sistematica non essendo stata l'area completamente indagata. Solo così Genicciola potrà uscire dall'oblio e diventare un luogo visitabile da valorizzare anche sotto il profilo turistico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gaetano Chierici


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