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Tramonti, stazioni di raccolta dei rifiuti si trasforma in una discarica

La denuncia
La discarica presente al punto di raccolta rifiuti

Cinque Terre - Val di Vara - Lo spettacolo che si presenta ai frequentatori dell'area di Tramonti, all'interno del Parco nazionale delle Cinque Terre è a dir poco sconcertante.
"L'accoglienza che vorremo dare agli ospiti non è all'altezza della giusta fama di questi luoghi, riconosciuti più di venti anni fa come Patrimonio mondiale dell'Umanità dall'Unesco", affermano dall'associazione Per Tramonti, i cui associati hanno immortalato la discarica che ha ormai coperto e nascosto i bidoni destinati alla raccolta differenziata presente nella foto. Siamo sulla strada che da Sant'Antonio scende verso Monesteroli e Schiara nella zona di Tramonti. Un'area a dir poco frequentata, da spezzini e turisti.

"Come si arrivati a questa situazione? C'è un insieme di cause e di responsabilità che vale la pena accennare solo nell'ottica della ricerca di una possibile soluzione che è naturalmente possibile attivare con un adeguato sforzo organizzativo. La prima responsabilità che salta agli occhi è la mancanza di senso civico di chi alimenta la discarica, persone che, di fronte allo scempio, pensano che in fondo non sia un problema adeguarsi ai peggiori comportamenti degli altri e continuare ad alimentare l'accumulo di materiali di ogni tipo. A monte c'è una scelta che non ha mai funzionato come avrebbe dovuto. La stazione era pensata con le stesse caratteristiche di quelle che si trovano nei condomìni, ma questa assimilazione è risultata forzosa e poco gestibile. La buona notizia - proseguono dall'associazione - sarebbe che la soluzione è stata finalmente trovata sotto forma di un cambiamento sostanziale della gestione dei rifiuti nella zona. Il Comune della Spezia e Acam hanno concordato di chiudere la stazione e sostituirla con una più efficiente, collocata in una posizione diversa, più controllabile. La stazione sarà attrezzata con i cassonetti apribili con tessera e possibilmente con sistemi di video-sorveglianza. Acam aveva in un primo tempo programmato di effettuare le modifiche nel mese di maggio, ma non ha rispettato la scadenza. Ora si parla di settembre e quindi c'è un ulteriore periodo di impatto negativo sull'ambiente con il caldo che favorisce l'insorgere di problemi igienici e sanitari. Proprio qualcosa di cui non c'era bisogno in questo momento. Aspettare settembre significa anche offrire una immagine vergognosa di noi tutti ai numerosi visitatori italiani e stranieri che in questo periodo frequenteranno questi luoghi, grazie alla possibilità di tornare a viaggiare. E quindi in attesa della soluzione definitiva, è opportuno che Acam provveda a rimuovere i materiali accumulati attivando, in collaborazione con le autorità di polizia, controlli più rigidi per cercare di contenere i danni fino a settembre. Nel frattempo l'appello ai cittadini è quello che non è ammissibile e tollerabile compromettere gli spazi nei quali viviamo, camminiamo e respiriamo, trasformandoli in una discarica".

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