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Ultimo aggiornamento: Domenica 01 Agosto - ore 21.34

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Danni alle reti contro le incursioni dei cinghiali, indagini alle Cinque Terre

Punto della situazione con i primi cittadini di Riomaggiore, Vernazza e Monterosso: "Forte preoccupazione tra gli agricoltori". Il direttore Scarpellini: "Le battute di selezione dei cinghiali non sono uno scherzo, serve attenzione".

arriva anche il repellente per i caprioli
Muretti a secco distrutti dal passaggio dei cinghiali

Cinque Terre - Val di Vara - Ignoti tagliano le reti di contenimento favorendo l'incursione degli ungulati nelle coltivazioni delle Cinque Terre. Sono in corso le indagini da parte dei Carabinieri forestali per incastrare i responsabili. Se è da accertare il movente, anche se non si esclude che dietro ci sia anche la mano dei bracconieri, è chiara e forte la preoccupazione, con la vendemmia non così lontana nel tempo, degli amministratori comunali di Riomaggiore, Vernazza, Monterosso e degli agricoltori del territorio.
Tutto avviene in area Parco dove da anni si pensano e adottano strategie per contenere i danni dovuti ad animali selvatici golosi di uve zuccherine e di ogni ben di Dio coltivato dalle sapienti mani delle aziende presenti nel Parco Nazionale delle Cinque Terre.
I cinghiali, i caprioli sono una costante presenza del territorio. Se per i primi si attiveranno delle squadre di caccia selettiva al termine di un corso di formazione e monitorato sia dal Parco nazionale delle Cinque Terre che dai Forestali, per i secondi visto che le sole reti non bastano viene diffuso tra gli operatori agricoli un dissuasore naturale che dovrebbe allontanarli. Si cercano dunque delle misure incisive ma compatibili con l'ambiente e l'area parco.
E mentre queste manovre operative dovrebbero portare a risultati concreti, le incursioni non si fermano. Città della Spezia ne ha parlato con i sindaci Fabrizia Pecunia di Riomaggiore, Francesco Villa di Vernazza ed Emanuele Moggia di Monterosso. A fare il punto della situazione, come braccio operativo del Parco nazionale delle Cinque Terre, è il direttore Patrizio Scarpellini.
"Gli agricoltori - sottolinea il primo cittadino di Riomaggiore Fabrizia Pecunia - sono molto preoccupati, non si riescono a portare avanti interventi omogenei. Chiedono più manutenzione, il tema dovrebbe essere affrontato in maniera più strutturale. Come amministratori comunali abbiamo le mani abbastanza legate. Riscontriamo diversi danni alle colture, ultimamente i cinghiali si sono anche spinti fino al cimitero dove hanno smosso della terra in cerca di cibo. Dobbiamo essere uniti nel contenere il fenomeno, serve una comunione di intenti. Agli operatori presenti nel territorio comunale dico sempre di evidenziare ogni danno ricevuto".
Anche da Vernazza il sindaco Francesco Villa sottolinea: "E' un problema costante, sono ovunque e distruggono anche i muretti a secco. Alcuni rimangono impigliati anche nelle reti. E' persino difficile fare una stima puntuale dei danni perché con la pandemia il numero degli esemplari è aumentato. Come sindaco sono nel direttivo del Parco. Ci sono delle squadre per la selezione, ma dobbiamo fare i conti con le leggi e la burocrazia. La situazione è particolare e non dobbiamo dimenticare la presenza dei caprioli. La preoccupazione è forte. E' un tema molto sentito e stiamo lavorando consultando la legge. Serve un progetto unico".
Per il sindaco di Monterosso Emanuele Moggia il problema è radicato da troppi anni. "A breve nomineremo il referente per il nostro territorio comunale. Il 30 giugno terremo un incontro rivolto ai selettori per coinvolgerli in questa operazione. Serve la massima attenzione. I cinghiali non sono autoctoni ma sono stati inseriti anni fa e ibridati con delle scrofe di qui e poi hanno proliferato. Essendo in un parco nazionale naturale tutti gli animali sono tutelati. Il problema però sta diventando grandissimo e creano danni enormi ai sentieri e alle colture. Secondo me andrebbero eradicati dal territorio del Parco. Ci segnalano continuamente danni anche ai sentieri comunali. Recentemente abbiamo investito una somma ingente per ripristinare il sentiero di Soviore che era stato distrutto. Il peccato originale è di decine di anni fa quando questi animali sono stati portati qui, in un territorio che non era il loro. Ora dobbiamo correre ai ripari senza dimenticare dove siamo".

Ad approfondire il tema del contenimento degli ungulati è Patrizio Scarpellini che spiega, nel dettaglio, le azioni messe in campo evidenziando il problema delle reti di protezione, di vigneti e colture, tagliate da ignoti.
"Il problema dei cinghiali esiste e nessuno si deve nascondere - spiega il direttore -. Siamo preoccupati sia per i danni che per i tagli alle recinzioni. Abbiamo la massima fiducia nei Carabinieri forestali che stanno indagando mentre noi procediamo con le riparazioni. E' una situazione di disagio che si concentra nella zona dei santuari. Sono danni enormi per l'agricoltura. Non si escludiamo il bracconaggio oppure la mano di qualcuno che non accetta le regole della selezione. Per questa situazione i provvedimenti sono di tipo penale".
"Tutto il sistema è stato riorganizzato - ha aggiunto - non cacciamo, ma selezioniamo. La selezione deve rispondere a precisi parametri ministeriali. Abbiamo un responsabile scientifico e chiesto agli amministratori locali di individuare tra i selettori formati un responsabile per ogni Comune. Al momento manca solo quello di Monterosso per dinamiche interne al gruppo e mi auguro che la nomina avvenga in tempi brevi con la riunione del 30 giugno. Negli altri comuni sono stati individuati, saranno un totale di 200 e stiamo programmando gli interventi fino a settembre. I responsabili hanno una profonda conoscenza del territorio e sono preparati. Inoltre, come maggiore tutela, da Ispra abbiamo avuto indicazione di procedere fino a quando sarà necessario. Sarà fondamentale la vigilanza dei Carabinieri forestali. A questo punto deve anche passare il messaggio che: la selezione non è un divertimento, ma un'azione di controllo precisa a favore della tutela di tutto il territorio per le produzioni e l'assetto idrogeologico del terreno. A maggior ragione abbiamo anche azzerato tutti i vecchi tesserini. Non sarà facile risolvere questo problema e anche agli agricoltori diciamo che stiamo lavorando alacremente per arginare la situazione".
Per i caprioli è stata messa in campo un'altra azione. "Stiamo distribuendo alle aziende - conclude Scarpellini - dei dissuasori naturali che potrebbero tamponare l'intrusione dei caprioli. La sostanza viene applicata sulle foglie con un pennello e dovrebbe funzionare come repellente".

(foto: repertorio)

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