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Villaggio europa, il parere della Regione per chiudere la storia

Il sindaco Pecunia risponde alla Comunita marinara Cinque Terre: "Non sono timida, anzi, lavoro in base alle procedure. Anche dalla Soprintendenza parere è negativo sul piano proposto dai privati per la riqualificazione dell'area".

il punto
Villaggio Europa

Cinque Terre - Val di Vara - Anche dal consiglio direttivo di ieri, il piano di modifica dell'area del Villaggio Europa ha incassato un altro parere negativo. Per quello della Regione Liguria, interpellata un paio di settimane fa, il termine è di 60 giorni, si dovrà aspettare ancora una quindicina di giorni.
Se anche la Regione dovesse esprimersi negativamente sul Piano ambientale, per il Villaggio Europa potrebbero aprirsi vari scenari che non escluderebbero la chiusura negativa del condono e di conseguenza la bonifica e la rimozione dei fabbricati. Questo comporterebbe comunque una nuova progettazione.
A spiegare tutte le fasi è il sindaco di Riomaggiore Fabrizia Pecunia anche a seguito dell'intervento della Comunità marittima Cinque Terre.
"Il mio atteggiamento nei confronti della vicenda sul Villaggio Europa è tutt'altro che timido - ha detto il sindaco -. Ci sono delle competenze specifiche su questa procedura: non è un rimpallo chiedere una valutazione a Regione Liguria che è competente a esprimersi in sede di Vas. Di conseguenza e come impone la procedura ho inviato all'Ente la documentazione affinché si esprima sulla valutazione ambientale".
"Io mi sono assunta le mie responsabilità e pretendo che tutti gli enti, chiamati a rispondere, facciano lo stesso - ha aggiunto il primo cittadino - dando pareri precisi, puntuali. Questo per fare in modo che non ci siano alibi, posizioni 'sfumate'. E' molto importante e mi deve essere riconosciuto. Sono la prima a sostenere che ci voglia chiarezza, sia come sindaco che come vice presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre".
Ad oggi sono state fatte diverse conferenze dei servizi dalle quali sarebbero emerse diverse criticità: dissesto idrogeologico in primis. "I privati - sottolinea il sindaco - non hanno risposto. Contestualmente hanno mandato, al Comune, la richiesta di valutazione ambientale che è però di competenza regionale. Il Comune però per mandare la valutazione a Regione deve approvare il progetto proposto per il recupero dell'area. Questo piano, proposto dal privato, a nostro avviso non ha i requisiti. Ho voluto dunque mettere un punto: non l'ho approvato con una delibera di giunta nella quale ho reso pubbliche le criticità. La posizione politica è netta. Ho interpellato la Regione per avere la valutazione".
"Nel 2019 - ha aggiunto Pecunia - stavamo lavorando anche al Piano di bacino che non identificava l'area come interessata da dissesto idrogeologico. Quindi ho richiesto a Regione la revisione: mi chiedo su quali presupposti ha individuato l'area "edificabile con prescrizione". Regione deve assumersi le proprie responsabilità e adesso voglio chiarezza sul piano di valutazione ambientale. Pretendo risposte concrete sulle criticità uscite in conferenza dei servizi".
Come detto, il tema è stato affrontato ieri anche nel Consiglio direttivo del Parco nazionale delle Cinque Terre. "Mettere il tema del Villaggio Europa all'ordine del giorno è stata una mia decisione- spiega Pecunia -. A chi sostiene che la mia posizione sia incerta dico che le carte vanno lette e le procedure studiate. Due settimane fa è arrivato anche il parere della Soprintendenza ai beni culturali che ha colto le criticità esprimendosi negativamente sul progetto presentato dai privati. Io devo chiudere tutte le procedure e capire come procedere, per il bene di tutti, in quell'area".

Il parere della Soprintendenza per i beni e le attività culturali e per il turismo

La soluzione progettuale presenta ancora criticità sotto molteplici profili in relazione alla normativa paesaggistica vigente e sopra riportata, già evidenziate nella prima Conferenza preliminare e che di seguito si approfondiscono.
In primo luogo non risulta condivisibile la proposta di modifica di classificazione di P.T.C.P. da IS-CE a TRZ: lo stato di degrado e abbandono non si ritengono, allo stato attuale delle conoscenze, elementi che possano giustificare tale modifica. Il sito nel quale si vuole intervenire presenta, anche solo per la straordinaria posizione, un eccezionale valore ambientale e paesaggistico meritevole di conservazione e di quegli interventi episodici preordinati al recupero delle situazioni di degrado, certamente presenti, che l’art. 48 della Normativa Tecnica di P.T.C.P. ammette. La trasformazione proposta, non solo dichiaratamente fuoriesce dai confini della disciplina di conservazione, ma si pone altresì in contrasto con quanto indicato nella sentenza definitiva del 2009 riguardo alla logica che deve essere sottesa alla pianificazione in quell’area: anche la presente soluzione proposta non recupera ciò che c’è, non si configura quale recupero in funzione conservativa e migliorativa ma elimina l’esistente per sostituirlo con opere ancora radicalmente differenti, ancora posizionate su un nuovo sedime, ancora di due piani.
Anche sotto il profilo compositivo dei fabbricati, si evidenzia come le tipologie edilizie e i materiali proposti non trovino riferimento nei caratteri tradizionali propri dell’ambito paesaggistico di appartenenza. Inoltre l’incidenza delle volumetrie dai punti di vista pubblici e dal mare risulta di sicuro impatto significativo, trattandosi di edifici di due piani posizionati pressoché a picco sul mare, senza alcun elemento mitigativo di filtro adeguato a limitare gli effetti della trasformazione - prosegue . Permane inoltre la criticità segnalata circa la scarsa rilevanza attribuita dal progetto al percorso del Sentiero Azzurro, appartenente alla rete escursionistica REL, che attraversa il sedime del Villaggio Marino Europa e che viene relegato sul retro delle nuove costruzioni. La modifica della destinazione d’uso da turistico-ricettiva (presente nelle istanze di condono e nell’art. 223 del P.R.G. che disciplina la zona di intervento) a residenziale, limita la fruizione e di conseguenza la valorizzazione di questo luogo di straordinario pregio.
Dall’esame della documentazione disponibile , si evidenzia infine la mancanza della opportuna ricognizione del patrimonio tutelato ai sensi della parte II del Codice ivi compreso quello ricadente nelle previsioni dell’art.12 del D.Lgs 42/2004 e s.m.i. Nella Deliberazione della Giunta Comunale n. 1 del 19/01/2021, si evidenzia infatti che nell’anno 2003, l’area in oggetto con le relative costruzioni, precedentemente di proprietà delle Ferrovie, viene acquisita dalla Società Villaggio Marina Europa S.r.l. Si evidenzia che le costruzioni (non meglio definite) e i manufatti aventi più di settant’anni, che erano di proprietà delle Ferrovie e per le quali non sia stata effettuata la verifica dell’interesse culturale, sono da considerarsi sottoposti a tutela ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs 42/2004 e s.m.i. Stessa considerazione va fatta riguardo eventuali percorsi pubblici.

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