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"Il tunnel ciclopedonale Levanto-Monterosso non è una priorità ambientale"

La Comunità marinara delle Cinque Terre ha scritto al ministro Cingolani: "I fondi per la mitigazione dei cambiamenti climatici siano utilizzati per vere emergenze come muretti, depurazione, coste e sentieri..."

progetto controverso
Galleria di Prealba Levanto/Monterosso

Cinque Terre - Val di Vara - "Noi di Comunità marinara delle Cinque Terre a gennaio di quest'anno abbiamo chiaramente espresso la nostra estrema perplessità riguardo al tentativo acrobatico del Parco per dipingere il progetto di una galleria ciclabile tra Monterosso e Levanto, come un’opera di abbattimento delle emissioni e di riconversione a fonti energetiche. Il silenzio assordante del Parco e la sua determinazione a dirottare 3 milioni di euro per un progetto assolutamente non necessario, ci ha indotto a rivolgerci direttamente al ministero dell’ambiente". Lo affermano i componenti della Comunità marinara delle Cinque Terre, rendendo noto il contenuto della missiva inviata nei giorni scorsi al ministro Roberto Cingolani.

"Viviamo da anni la nostra associazione come forte impegno a favore di una visione moderna ecosostenibile, capace di bilanciare adeguatamente le necessità di tutela e salvaguardia dell’ambiente con il diritto dei cittadini alla fruizione del mare e del proprio territorio. Le scriviamo direttamente in quanto crediamo come Lei che “la transizione ecologica sia inevitabile e non possa essere rimandata”. Ci piacerebbe che i nostri borghi liguri delle Cinque Terre fossero un cantiere propositivo ed un modello replicabile per azioni incisive volte veramente alla transizione ecologica. C’è solo l’imbarazzo della scelta, in quanto, nonostante le Cinque Terre siano sede da anni di un Parco e di un’Area marina protetta, diversi sono gli interventi estremamente urgenti riconducibili alla tutela dell’Ambiente; sono opere che il parco nazionale 5 Terre conosceva molto bene dal momento che molte delle quali sono contenute nel documento predisposto dal gruppo di residenti che hanno partecipato attivamente ai lavori per la redazione del piano per il parco".

Le emergenze territoriali più sentite e segnalate dalla Comunità marinara delle Cinque Terre al ministero sono cinque: "Mancano i depuratori e non si può più contenere la fogna sversata in mare solo con i divieti di balneazione. Le coste devono essere un bene primario da proteggere e salvaguardare all’interno di un’Area Marina Protetta, per non perdere irrimediabilmente spiagge erose sia dal mare, sia dalla totale mancanza di progetti a breve e medio termine volti al contrasto di questi fenomeni. Il territorio richiede azioni volte al recupero dei terreni incolti ed alla regimazione delle acque per non temere il distacco di pericolose frane ogni volta che piove. I muretti a secco franano e con loro la nostra storia, le nostre tradizioni e al tempo stesso il nostro fragile territorio. Molti sentieri sono ancora chiusi e languono i progetti di intervento. Riaprire i sentieri vuol dire recuperare il territorio e anche un modo sostenibile di fare turismo, con un’offerta di esperienze più qualitative rispetto agli attuali ammassamenti obbligati attorno alle stazioni dei treni; tale flusso importante di persone occorrerebbe accompagnarlo e disperderlo nel territorio tramite la rete dei percorsi naturali che sono i nostri sentieri, da anni tristemente chiusi".

"Questi - proseguono dalla Comunità marinara - sono veri interventi prioritari che dovrebbero essere proposti dalle nostre amministrazioni (Comuni, Regioni e Parco nazionale Cinque Terre) tenute alla cura e alla protezione dei nostri borghi e del nostro territorio. Diversamente, dalla consultazione dei provvedimenti presidenziali e del Consiglio Direttivo del Parco, si apprende che un’opera decisamente meno prioritaria rispetto agli interventi urgenti sopra evidenziati, un tunnel ciclopedonale tra Levanto e Monterosso rientrava tra le proposte progettuali inviate inspiegabilmente dal Parco Nazionale delle Cinque Terre a codesto spettabile ministero, per accedere ai finanziamenti finalizzati a “Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici”".

"Oggi più che mai - concludono dalla Comunità marinara - appaiono quindi fondate le perplessità espresse per tempo da gran parte della popolazione residente in merito alla realizzazione di un tunnel. Tale ingente spesa, poteva e doveva essere utilizzata per la realizzazione di opere molto più importanti e urgenti richieste da anni dal territorio. Egregio ministro, missione primaria del Parco nazionale delle Cinque Terre dovrebbero essere gli interventi per ripristinare il delicato equilibrio del nostro territorio, utilizzando al meglio i fondi stanziati per l’ambiente. L'annunciata realizzazione di un lungo e buio tunnel ciclo pedonale certo non può ritenersi opera prioritaria e non contribuirà certo alla mitigazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici. Ci auguriamo che le amministrazioni coinvolte possano ancora recedere da un progetto così controverso e che i fondi stanziati vengano indirizzati sulle vere emergenze".

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