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"Fuori la politica spezzina dal Parco nazionale delle Cinque Terre"

La Comunità marinara stigmatizza l'ultimo protocollo siglato e ricorda le tappe che hanno portato a equiparare il peso dei voti di tutti i sindaci, togliendo così importanza a quelli di Riomaggiore, Vernazza e Monterosso.

Statuto nel mirino
"Fuori la politica spezzina dal Parco nazionale delle Cinque Terre"

Cinque Terre - Val di Vara - "La politica se ne esca dal Parco". Con queste parole la Comunità marinara delle Cinque Terre sintetizza la richiesta di maggiore autonomia del territorio compreso tra Riomaggiore e Monterosso rispetto alle decisioni della politica, in particolare di quella del capoluogo.

"La Gazzetta ufficiale del 17 dicembre 1999 certificava che nasceva il Parco dell'Uomo, per i più il Parco Nazionale delle Cinque Terre, in un territorio speciale con valori ambientali rilevanti, ma con lo scopo di tutelare le modifiche che l'insediamento antropico ha portato al territorio. Il Parco - spiegano dalla Comunità marinara in un lungo intervento che ripercorre la storia dell'ente e l'intreccio con la politica - da allora si consolidava negli anni seguenti riferendosi alla normativa che lo istituiva e ne scandiva l'esistenza; lo “Statuto” ricavava nelle rigidità della legge quadro dei Parchi Nazionale un meccanismo di forte tutela valorizzando la “Comunità del Parco”. Non era una ciarla, lo “Statuto” approvato il 4 febbraio 2005 tutelava l'uomo del luogo nella tutela del suo territorio con una visione che il tempo rivelerà quasi profetica. L'Articolo 24 dello “Statuto” regolava la “Comunità del Parco” imponendo un peso dei voti in ragione del territorio realmente compreso dentro i confini del parco e del numero di residenti che ciascuno di essi poteva rappresentare (a titolo di nota per il Comune della Spezia o Levanto neppure un residente nel territorio del Parco).

Ai Sindaci dei Comuni delle Cinque Terre veniva assegnato il 90% della rappresentanza di voto all'interno della comunità, mentre alle altre figure istituzionali veniva lasciato il 10%. Tra i compiti quasi consultivi della “Comunità del Parco”, quello più forte è indicare al Ministero cinque nomi tra cui scegliere i tre rappresentanti dentro il “Direttivo”, nella sostanza l'organo di governo era fortemente legato alle Amministrazioni locali, dei tre comuni di Riomaggiore, Vernazza, Monterosso. Da allora, dalla sua istituzione, tante cose sono successe, pareri discordanti sui fatti, sulle iniziative e sui retroscena, cambiamenti di uso del suolo, la trasformazione della comunità locale, mutamenti economici e politici, la storia recente delle Cinque Terre qui (noi) la conosciamo tutti".

Segue poi la ricostruzione di Parcopoli e delle conseguenze che l'inchiesta della magistratura ebbe sul territorio, la sua organizzazione e la sua economia. "Nel settembre 2010 l'uragano giudiziario spazza via il presidente e altre figure, l'Ente sbanda come un pugile suonato, il mondo economico delle cooperative legato strettamente al Parco barcolla. Il momento è, comunque la si pensi, storico, ed è una forte discontinuità. Poi la giustizia farà il suo corso, oggi ci sono le sentenze. Pochi mesi dopo il periodo di primo sbandamento - proseguono dalla Comunità marinara - a Roma reagiscono: il potere partitico muove le pedine, arriva un potentissimo personaggio con prerogativa di “Commissario Straordinario”, il dottore Aldo Cosentino. A quel punto il fenomeno turistico Cinque Terre, pur non essendo un mondo perfetto, era in pieno sviluppo, con l'affermazione di un marketing territoriale vincente e mai visto prima, il Sentiero Azzurro, la Via dell'Amore, gli altri sentieri, i vigneti, le camminate, il mare accessibile, diventiamo punto di riferimento outdoor internazionale un po' sui generis, anche senza sapere di esserlo. Al marketing apparteneva il modello microeconomico territoriale: microricettività diffusa, la ristorazione in pochi punti, commercio che prosperava in mano alle famiglie locali, ricchezza diffusa, voglia di far conoscere il proprio modo di vivere; un insieme economico quasi rivoluzionario, invidiato da molti e dai più non compreso. C'è chi sale e chi scende; e nel capoluogo era entrato palesemente in crisi il sistema economico dell'assistenzialismo statale e parastatale; e questo garantiva meno consensi al partito, persino ACAM, monopolista locale energetico del gas, grazie ad una politica da operette, riusciva nell'impresa impossibile di avvicinarsi al fallimento. Dopo gli uragani non mancano gli sciacalli, e qualcuno, di quelli che vivono di solo consenso, preoccupato, iniziò a dire: ma tutti quei turisti non li vorrete mica solo per voi?".

Il protagonismo della politica non è certo circoscritto a questo momento, ma la Comunità marinara lo individua come uno dei più importanti. "L'uomo giusto al momento giusto, il potente “Commissario Straordinario”, attua le direttive della politica e con delibera del 8 giugno 2011 (non ci ha messo poi tanto...) con firma apposta di suo pugno, annienta la tutela amministrativa pensata per l'uomo che rappresenta il Parco dell'uomo. Il Commissario Straordinario sa bene come operare, come un primario chirurgo, recide solo l'Articolo 24, quello che faceva pesare i tre sindaci delle Cinque Terre più degli altri, quello che il tuo voto pesa di più se hai più abitanti e se hai più superficie dentro i confini. Il partito è accontentato, il potere è contento: possiamo creare nuovo consenso per rimanere nelle amate careghe usando le Cinque Terre (tanto quelli son 4 gatti pure nelle urne e poi qualche poltrona da sindaco ci tocca in ogni caso...)".

"Il tempo è inesorabile - proseguono dalla Comunità marinara - ed eccoci ad oggi, cambiano i presidenti, cambiano i sindaci ma la chirurgica determina del dottore Aldo Cosentino ha raggiunto l'obiettivo: il marketing precedente è scardinato, arrivano i gruppi oceanici (parentesi Covid a parte) ai quali viene totalmente asservito il territorio e chi ci abita, arriva pure il Cinqueterre-express, le attività commerciali della fase di sviluppo identitario passano di mano, il sistema economico locale si adatta alla nuova offerta decisamente al ribasso, la vita nei paesi si degrada, il declino del territorio è avviato; l'unica azione di pianificazione turistica che si conosce è l'istituzione e poi il raddoppio della tassa di soggiorno. Sono mutati i volti dei politici al governo, dal partito si passa ad altri partiti, altre facce, altri protagonisti, due o tre elezioni cambiano quasi tutto, ma è immutata la frenesia di creare consenso politico per conquistare e mantenere l'ambita carega. Un esempio per tutti: il famigerato Cinqueterre-express, inventato e fortemente voluto dal centrosinistra, e, dopo un’elezione regionale, fortemente realizzato dal centrodestra. E oggi, un territorio che forse rimpiangerà l'unico aspetto positivo della terribile disgrazia Covid perché per due o tre anni di vita ha avuto un po' di respiro: per qualche anno molti paesani sono aiutati a capire dove hanno la fortuna di essere nati. E poi... miracolo a Manarola! Il mix di non profumi da fritto misto e impianto ACAM si è sentito di meno".

Dalla Comunità marinara arriva infine la critica al protocollo firmato nei giorni scorsi dal Parco e dal Comune della Spezia: "Il 10 giugno 2021, l'ultima e non ultima scena, sul palcoscenico la presentazione di un accordo “strategico” dove il Parco non svende, regala le Cinque Terre alla politica spezzina, senza ascoltare la gente, ignorando gli operatori, senza neppure un grazie al territorio, quasi in dispregio del suo valore. Qualche anno fa allora alcuni personaggi volevano il Distretto turistico che è miseramente naufragato per l'opposizione delle associazioni e l'azione dei tre sindaci, oggi, personaggi diversi, tramite accordo “strategico” vogliono la stessa cosa. La storia è un divenire e chi vivrà vedrà, ma la lezione è chiara, e noi di Comunità Marinara Cinque Terre sosteniamo che, se vogliamo uscire dalla spirale che ci sta riducendo al nulla, una delle premesse è che la politica se ne esca dal Parco e che l'Ente sia della comunità locale, i partiti tutti la smettano, se il giocattolo si rompe, se continuano a calpestarlo, non è detto che ne trovino un altro per creare il consenso per le amatissime careghe".

E non è finita: "Due parole infine per il “Direttivo del Parco” che sarebbero quelli che in riunione segreta hanno deciso di investire tre milioni di euro in un tunnel oscuro, oltre tre chilometri tra Levanto e Monterosso, abbandonando intenzionalmente alla rovina il sentiero azzurro Manarola-Corniglia; ebbene visto da fuori (le riunioni non sono aperte al pubblico) il ruolo dei Sindaci in quella sede appare come minimo discutibile.
Ragionando sui risultati, citando ancora, ad esempio, l'accordo “strategico” del 10 giugno 2021 nel quale è ignoto il ruolo dei tre Sindaci, sarebbe meglio rispettare la legge delle Stato (legge 394/91 art.9 comma 4 e s.m.i), che non prevede nel “Direttivo del Parco” i Sindaci, ma piuttosto “esperti particolarmente qualificati in materia di aree protette e biodiversità”, ma si sa, le cose di questo mondo vanno così, quando si decide in riunione riservata per milioni di euro, il piatto è ghiotto e può capitare di accapigliarsi per entrarci e rimanerci".

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