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Un lettore: "Festa a Monterosso"

Altare maggiore della chiesa di San Giovanni Battista

Sarà ufficialmente terminato lunedì 26 alle 21 il restauro dell’Altare Maggiore della Chiesa di San Giovanni Battista.
Una opera necessaria per salvaguardare un manufatto antico risalente al 1740, che negli anni passati ha manifestato segni di cedimento, e per questo l’allora Reverendo Mons. Vincenzo Bò, dette incarico agli Architetti Matteo Bongi e Augusto Marchioni di redigere un progetto di consolidamento e restauro.
Purtroppo con la morte del Mons. Bò il progetto si arenò, per poi ripartire nel 2009 quando, a seguito di un sopralluogo del funzionario della Soprintendenza ai Beni Artistici, si riprende l’iter che porterà alla realizzazione del progetto, che aggiornato viene direttamente approvato sempre nello stesso anno.
I lavori vengono appaltati alla ditta Lazzarotti Restauri di Francesca Lazzarotti con sede a Massa, il Progetto è degli Architetti Matteo Bongi e Augusto Marchioni con alla Direzione dei Lavori l’ Architetto Matteo Bongi, la Consulenza archeologica è affidata alla Dottoressa Luisa Cascarini, ed il Funzionario di zona Soprintendenza ai Beni Architettonici geometra Enrico Vatteroni oltre al Funzionario di zona della Soprintendenza ai Beni Artistici : Dottor Bartoletti.
Non poche sono state le difficoltà in fase di realizzazione dei lavori, la base dell’Altare è stata praticamente rifatta ex novo, usando tecniche edilizie di primario livello, i marmi sono stati ripuliti e assemblati con malta cementizia, la struttura ora ha una solidità che ne garantisce per diversi anni a venire l’integrità.
E finalmente dopo tanto lavoro, la comunità parrocchiale monterossina potrà nuovamente ammirare lo splendido Altare settecentesco, che sarà nuovamente “Consacrato” il 25 aprile alle ore 21, alla grande festa religiosa parteciperà la Schola Gregoriana “Scriptoria” con Don Nicola Bellinazzo direttore, e Roberto Loreggian all’organo.
La vocalità del complesso, diretto da Nicola Bellinazzo, si afferma fin dal primo ascolto per l’approccio morbido e per la mobilità del fraseggio, così importante per seguire le sottili sfumature della notazione neumatica. Le voci maschili della Schola Gregoriana hanno un timbro medio, molto ben equilibrato sia nell’acuto, sia nel grave Di notevole spessore musicale appare comunque la direzione di Bellinazzo*, abile nell’individuare e nell’illustrare il carattere dei brani, da quelli più composti e meditativi a quelli più gioiosi e sereni.
Un particolare ringraziamento allo staff della sig.ra Francesca Lazzarotti, e a tutte le altre persone che con amorevole passione hanno contribuito con il restauro a tramandare alle future generazioni questo capolavoro, che con fatica i nostri avi hanno costruito per donarlo a noi.