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Politica

Rifondazione: "A Monterosso è emergenza democratica"

Monterosso

Le Cinque Terre non riescono a trovare pace. Il terremoto giudiziario che a settembre 2010 ha decapitato il comune di Riomaggiore non ha evidenziato solo le dinamiche antidemocratiche in quell’ambito, ma è stato un elemento chiarificatore delle relazioni politicamente trasversali che intercorrono nel territorio rivierasco. “Servirebbe poco – commenta Rifondazione Comunista – a dire che avevamo ragione quando denunciavamo il trasversalismo di ciò che accadeva, perchè in quelle 900 pagine di ordinanza cautelare emersero, tra le altre cose, le relazioni pericolose che univano le varie anime politiche del territorio, eccetto quelle che non chinavano la testa ed obbedivano. Alla luce di quanto emerso allora, Rifondazione Comunista non può esprimere certo meraviglia per quello che sta attualmente accadendo a Monterosso. Tra autorizzazioni e nulla osta, varianti al Piano Paesistico (concessa nel 2002 dalla Regione guidata da Sandro Biasotti) e al PRG del comune di Monterosso (da 12 anni in attesa di rinnovo, e non è stato ancora adottato il Puc), si colloca la denuncia per la costruzione di una piscina da 117 mq. Al di là dello scempio ambientale, emerge l’ennesimo episodio di gestione affaristica bipartizan, in un contesto al limite della democrazia. Non sfugge infatti – continua Rifondazione – che a Monterosso vi sia l’assenza totale di ogni forma democratica di opposizione, perchè alle elezioni comunali del giugno 2009, tenutesi in contemporanea con le europee, si era presentata solo la lista del Pdl. E’ fin troppo banale auspicare che la magistratura faccia il proprio compito, andando ad indagare su come vengano concesse certe opere e su come vengano redatte talune varianti. Rimane il punto, tutto politico, di come un’amministrazione possa governare il territorio senza rinnovare gli strumenti fondamentali, in una situazione democraticamente border-line e per giunta in un contesto appena investito da un vero e proprio tsunami politico. A Monterosso, come del resto in tutte le Cinque Terre, è necessario un rinnovamento che parta dalla pratica democratica del vivere civile e che traguardi la difesa e la valorizzazione di uno dei beni comuni più importanti come il territorio”.