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Un lettore a Gatti: "Prima di regolamentare l’uso delle bici, si sperimenti un vero incentivo a usarle"

Biciclette

Gentile signor Gatti,
pur apprezzando il suo interesse per un argomento tanto importante quale l’incentivazione dell’uso di biciclette in città, purtroppo mi trovo in contrasto con le sue recenti esternazioni riguardo la limitazione del transito nelle zone pedonali.
Sono infatti perfettamente d’accordo sulla pericolosità di un ciclista che, a folle velocità, si permette di ignorare anziani, bambini, semplici pedoni. Diverse volte io stesso ho apostrofato guidatori disattenti che pedalavano sul marciapiede, incuranti della sicurezza altrui.
La soluzione, però, non suò essere sempre quella di rimuovere il problema alla fonte, ed impedire l’uso della bici. Le ricordo, infatti, che ogni bici che circola è una macchina in meno, con i conseguenti benefici che tutti conosciamo. Non farle circolare non può che far diminuire ulteriormente la “cultura” della bicicletta nella nostra città, che già soffre di carenza cronica di piste ciclabili o di piste ciclabili in pessime condizioni.
Mi permetto di osservare, ad esempio, che le piste ciclabili di Via Veneto corrono lungo le colonne dei portici, rendendo lo sbucare dei pedoni ed il transito delle biciclette una combinazione spesso pericolosa.
In strada poi la situazione è ancora peggiore. Oltre all’indifferenza del guidatore medio verso l’esistenza di una bici, l’arroganza di chi si muove con propulsione non umana comporta spesso discussioni che hanno del surreale. Noi ciclisti dobbiamo chiedere che non si parcheggi in doppia fila, sulle strisce di attraversamento, sulle piste ciclabili eccetera. Le macchine ci tagliano la strada e si innervosiscono se, in presenza di una sola corsia, la bicicletta non percorre duecento metri in cinque secondi ma si prende il lusso di mettercene il doppio. A questo proposito, la invito ad unirsi alla Critical Mass che da un anno a questa parte, con appuntamento regolare, regala alle biciclette l’uso della strada senza pericoli dovuti a conducenti distratti. Alcuni nostri concittadini non accettano una visione simile, e spesso la massa è attaccata da guidatori arroganti, indispettiti ancor di più dalle facce sorridenti di chi, anche per un’ora, ha scelto di usare la bici.
Insomma, i ciclisti urbani sono mal visti ovunque essi pedalino. Spero che la sua soluzione non sia vietare le bici anche in strada! L’incentivo della bicicletta, mezzo ecologico, silenzioso, efficace e poco pericoloso rispetto all’impatto di un veicolo a motore, passa da diversi segnali della classe dirigente. Ben vengano, dunque, i progetti di bike sharing, se però le colonnine funzionano e le biciclette sono in buone condizioni. Ben venga l’incentivo all’uso di bici, se ognuno può sentirsi tranquillo a lasciare una bici fuori casa la sera. Ben vengano anche i limiti al transito in zone pedonali, se accompagnati da alternative credibili quali più piste ciclabili, divieti al traffico per le autovetture, aumento del servizio di trasporto pubblico con corsie preferenziali.
Prima dunque sperimentiamo un vero incentivo nell’uso della bici, pensiamo solo in seguito se regolamentare la convivenza con i pedoni.

Cordialmente,
Marco Vianello