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Fincantieri, Emanuele Corbani del PDL risponde ad Andrea Orlando - Citta della Spezia
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Politica

Fincantieri, Emanuele Corbani del PDL risponde ad Andrea Orlando

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Emanuele Corbani, consigliere provinciale del Pdl interviene in merito alle dichiarazione dell’Onorevole Andrea Orlando portavoce del Partito democratico che ieri ha diffuso alucune dichiarazioni sulla crisi Fincantieri.
“Perché queste attività sono in sofferenza e da fuori Spezia si decide che siano a vario titolo ridimensionate?”. Dice Corbani: “Abbiamo escluso la qualità delle aziende e la professionalità degli addetti. Bene, escludiamo anche la mancanza di infrastrutture dato che abbiamo porto, nodo ferroviario e autostradale, acqua ed energia da vendere. Il cerchio si chiude secondo me sugli amministratori locali e sui loro partiti di riferimento che sono in sella, con “marchi” riveduti e corretti ma sostanza invariata, da quasi 40 anni ininterrotti.”
Corbani prosegue: “Due esempi recenti dalla stampa online. Rifondazione ieri riproponeva in un articolo di risposta ad ANCE e Confindustria l’ormai consueta formula del “vuoto di proposte” del centrodestra. Peccato che viceversa una delle sue proposte per l’Associazione Nazionale Costruttori Edili sia che la politica sostenga una “moratoria delle volumetrie di nuova costruzione. Ovvero, per far lavorare di più l’edilizia la politica deve imporre di costruire di meno.”
“Questo esempio è secondo me solo la punta dell’iceberg di un sistema di contraddizioni politiche che i nostri amministratori faticano sempre di più a gestire, in nome di un equilibrio di potere quarantennale che ormai ha bisogno di ogni puntello possibile ed immaginabile per stare in piedi. – dice Corbani- Tra queste, emerge la madre di tutte le contraddizioni. La sinistra spezzina per anni ha sostenuto, dietro allo slogan “La nuova città è già nata” che la Spezia industriale era superata in nome di “qualcos’altro” . Ebbene oggi la ritroviamo davanti ai cancelli delle aziende in difficoltà a proporsi come ambasciatrice della voglia di sviluppo industriale spezzino presso il governo Nazionale o presso altri enti esterni.”
“I risultati ahimè poco lusinghieri si vedono proprio in queste occasioni- dice Corbani- gli amministratori spezzini partono per chiedere alla Marina aree militari di pregio e tornano con in tasca poco più che una caserma da ristrutturare. Partono per chiedere una reindustrializzazione in grande stile della ex San Giorgio e cosa ottengono? Oggi all’orizzonte sembra esserci solo una suddivisione dell’area tra aziende perlopiù locali che, con un finanziamento di qui e un aiuto di là forse – a fatica – riassorbiranno parte degli ex dipendenti.”
Corbani conclude:”Questa allora è la domanda che si deve porre la sinistra che amministra Spezia: “Perché chi sta sopra di noi – governo, investitori, mercato – non ci prende sul serio?”. Alla risposta “perché il governo di colore opposto è cattivo/inefficiente/antipatico” sarebbe però forse l’ora di sostituire un serio esame della propria credibilità.”

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