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Giornata della Memoria: gli studenti delle superiori di Sarzana riflettono sul 21 Luglio 1921 - Citta della Spezia
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Cronaca

Giornata della Memoria: gli studenti delle superiori di Sarzana riflettono sul 21 Luglio 1921

Partigiani

In occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio il Comune di Sarzana, in collaborazione con l’ANPI, propone agli alunni delle scuole superiori cittadine lo spettacolo prodotto dalla compagnia BlancaTeatro di Carrara “Ventunlugliomillenovecentoventuno … la chiamavano estate …”, già realizzato in prima nazionale presso la Cittadella Firmafede lo scorso luglio.
Vista l’adesione all’iniziativa da parte di numerose classi sia del Liceo “Parentucelli” che dell’ITC “Arzelà”, la rappresentazione verrà eseguita nell’auditorium del complesso scolastico di via dei Molini in due repliche rispettivamente alle ore 9.00 ed alle ore 11.30.
Lo spettacolo, scritto e diretto da Virginia Martini, trae spunto dagli eventi storici del 21 luglio del 1921, quando una spedizione armata di circa 500 camicie nere capeggiata dal fiorentino Dumini, esecutore materiale nel 1924 dell’assassinio di Matteotti, giungeva a Sarzana dalla vicina Carrara per portare a termine un’azione punitiva. Il pretesto della missione consisteva nell’ottenere la scarcerazione di 12 fascisti arrestati per aver compiuto pochi giorni prima omicidi e devastazioni contro la popolazione della Lunigiana. L’obiettivo politico dell’operazione era la rimozione delle istituzioni democratiche di Sarzana, ultimo comune della zona ad amministrazione socialista che compattamente resisteva alle provocazioni fasciste. Arditi del popolo, socialisti, comunisti e anarchici erano pronti alla difesa in armi, ma la posizione accorta del sindaco Terzi e la condotta della forza pubblica confinavano lo scontro tra quest’ultima e gli assalitori nella piazza antistante la stazione ferroviaria, evitando più gravi conseguenze. Ai primi colpi da parte fascista che colpivano, esplosi quando ancora era in atto un negoziato verbale tra le parti, rispondevano i militari cagionando 5 morti e mettendo in fuga gli aggressori, che subivano altre perdite ad opera dei contadini incontrati durante la ritirata. L’atteggiamento delle forze dell’ordine a protezione delle autorità cittadine, comportamento anomalo in quella fase di crisi dello stato liberale, unitamente alla determinazione sarzanese a respingere l’aggressione, spiazzò e disperse il drappello fascista, mentre l’accaduto suggerì a Mussolini di accelerare i tempi per la firma del patto di pacificazione con il Psi siglato a Roma il 3 agosto seguente. I partigiani che condussero sulle montagne sopra Sarzana la lotta di Liberazione si definirono da subito “figli del 21 luglio”, e Sandro Pertini ebbe a dire, in relazione a quei fatti: “se tutte le città avessero fatto come Sarzana, il fascismo non sarebbe passato”.
Lo spettacolo, che funziona come una narrazione corale, ricostruisce accuratamente il contesto sociale e politico di quegli anni partendo dai documenti originali, dalle interviste ai pochissimi testimoni di quei giorni ancora in vita e dalla stampa dell’epoca, e sottolinea l’aspetto emblematico dei fatti di Sarzana spostando continuamente il fuoco di attenzione dalla dimensione locale a quella nazionale.