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Cultura e Spettacolo

CDS al Festival della Mente/Miriam Mafai:"Chi è il padrone del corpo della donna?"

Festival della Mente Miriam Mafai

Una platea gremita quella che ha accolto l’incontro con Miriam Mafai, giornalista e saggista, editorialista della Repubblica. Una platea composta in larghissima parte da donne, forse è per questo che, da subito, si è sviluppata una emozione speciale: la sensazione di ritrovarsi insieme, tra donne appunto, per sentire finalmente parlare di un tema che tocca tutte molto da vicino: “Il corpo delle donne: liberazione, uso, abuso”. Da subito,dalle prime parole pronunciate da Miriam Mafai, c’era tra il pubblico l’impressione di riconoscersi in riflessioni forse da tempo elaborate in privato, ma che, finalmente, trovavano una propria ‘cornice’ pubblica.
Fin dalle prime parole con cui la Mafai ha spiegato di aver scelto il tema pensando ad un caso di cronaca ben preciso: il dibattito sulla morte di Eluana Englaro. Chi doveva decidere sul corpo di quella donna? “era un tema – ha spiegato la Mafai – che mi turbava e mi appassionava e, proprio perchè si trattava di una donna, dava luogo ad una riflessione più ampia: perchè gli uomini pensano di avere il diritto di decidere sul corpo delle donne? Da quando non è più così? Come si sentono gli uomini?”.

Dal caso Englaro e da queste tre domande ha avuto inizio la riflessione illustrata dalla giornalista nell’incontro di ieri, il numero 16 di questo Festival della Mente 2009, anche se nel frattempo: “ho visto molti altri esempi di donne, vittime come nel caso delle donne stuprate, o vincenti, come le atlete delle olimpiadi” e poi ” veline minorenni e maggiorenni che hanno occupato lo spazio del dibattito pubblico ed escort”.

Miriam Mafai ha quindi iniziato un excursus sulle tappe di liberazione della donna: “In occidente la donna padrona del proprio corpo è una conquista recente. Anche quando la donna ha iniziato a votare e disporre dei suoi beni comunque continuava a non disporre pienamente del suo corpo” e questo poichè fin dalla antichità:” il suo ruolo era subalterno per la sua capacità di procreare” veniva vista solo come “recipiente del seme maschile”. La donna ha quindi la vera padronanza del proprio corpo solo nel momento in cui riesce a controllare la sua capacità di procreare e questo avviene, parliamo dell’occidente,negli anni ’60 con l’avvento della pillola anticoncezionale e del diritto all’aborto: “Alla donna a quel punto viene data una piena responsabilità. Inizia una nuova fase della storia con la donna pienamente padrona del proprio corpo”. Adesso però sta avendo inizio e in molti casi è già realtà una nuova fase: “la scienza e la tecnica che hanno liberato la donna, adesso potrebbero ‘espropriarla’ di questa responsabilità”. Infatti: “ciò che prima si svolgeva nel suo utero può adesso svolgersi altrove” è il caso della fecondazione in vitro o della maternità surrogata. “Il problema è: si ‘espropria’ la donna o, invece, si arricchisce la sua possibilità di concepire? Il dibattitito è aperto e si svilupperà nei prossimi anni”. In ogni caso, conclude la Mafai:”Oggi è la donna che dispone del proprio corpo e quindi è lei che decide, è responsabile, per quanto si possa decidere all’interno di una società che comunqe propone modelli, della scelta tra fare l’atleta o la velina”.

Sui modelli proposti dalla società si è incentrata l’ultima parte dell’incontro con la proiezione del documentario :”Il corpo delle donne”di Lorella Zanardo e Marco Malfi, introdotto dalla Mafai con queste parole:”Vengono mostrati corpi di donne sui quali non sono loro stesse a decidere” corpi proposti dalla nostra televisione: “sottoposti al desiderio e alla derisione maschile”. Il documentario inizia con questo dato:’Il 60% del pubblico televisivo è composto da donne’ e allora perchè non protestiamo per come siamo rappresentate? Infatti comincia un’inquietante carrellata di spezzoni televisivi, protagoniste ‘donne oggetto’ il cui corpo è esibito ovunque, donne mute di fronte a conduttori straripanti e a volte malevoli, donne vittime di una rappresentazione che le sacrifica ad essere merce in vetrina, donne rifatte, vittime della imperante ossessione per un’impossibile perfezione proposta dalla televisione stessa, donne che rinnegano i propri volti e i segni che il tempo vi ha lasciato. E poi, all’improvviso, il viso bellissimo e segnato di Anna Magnani, che ha strappato un applauso a tutto il pubblico.

Il documentario ha colpito nel segno e ha stimolato un confronto, sono in molte a chiedere alla Mafai un commento, ma anche un consiglio: “Cosa possiamo fare?” è la domanda ripetuta da più parti:”Fare tutte un passo anche nei confronti del Consiglio di Amministrazione Rai” perchè almeno dalla televisione pubblica dovremmo pretendere che simili spettacoli non si vedano e poi:”occorrerebbe anche una risposta politica, mi auguro che al congresso del PD si discuta anche di questo”.

Alla fine dell’incontro l’emozione, la sensazione di aver condiviso e finalmente espresso qualcosa di importante era palpabile e, forse, è già un primo passo.

“Il corpo delle donne”di Lorella Zanardo e Marco Malfi si può trovare on line all’indirizzo: http://www.ilcorpodelledonne.net/