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Cultura e Spettacolo

La Gabanelli su H3G, Social Card, Striscia e Le Iene

Il folto e soddisfatto pubblico presente

Gustoso il racconto della Gabanelli sulla causa civile in corso con la compagnia H3G, conosciuta nel mondo come Tre: “Un signore cinese che vendeva fiori di plastica diventa padrone di un impero e dopo una puntata di Report del 2006 mi fa causa per una cifra spropositata: 137 milioni di euro. Il motivo? Tre voleva quotarsi in borsa e credo che quando si chiedono soldi al mercato è normale che qualcuno faccia le pulci sull’attività che porta avanti. In particolare Tre stava uscendo dal mercato telefonico per approdare in quello multimediale: per arrivare a tutti, regavalavano un telefonino pur avendo moltissimi debiti. Mi soffermai sulla strana offerta secondo cui se un utente Tre faceva un filmino e lo pubblicava sul telefonino, ogni altro cliente Tre che lo guardasse, spendeva 10€/c che venivano addebitati in ricarica all’esecutore del video. Un giro particolare che fu infatti bloccato dal Ministero delle Telecomunicazioni. Tutto è partito da lì: denuncia di 120 pagine che è ancora in corso, spero che le carte ci diano ragione”.
Altra puntata che ha fatto discutere quella della Social Card per la quale la Gabanelli sarà prossimamente a Roma per un’audizione di difesa: “C’è stato un esposto all’authority delle telecomunicazioni da parte del ministro Tremonti. Non un dato, non numeri, il ministro ha messo in discussione la struttura dell’intera puntata dall’inizio fino ai saluti”.
A chi le chiede un giudizio su Le Iene e Striscia La Notizia la Gabanelli risponde: “Sono programmi molto divertenti. Usano la satira e spesso colpiscono nel segno, a volte meno. Abbiamo stili diversi, noi facciamo giornalismo classico”.