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Fincantieri, occhi su Oto Melara per navi militari tutte spezzine?

Il sopralluogo di un manager del colosso della cantieristica nelle scorse settimane ha alimentato le voci di un possibile percorso di acquisizione. Analisti finanziari non del tutto convinti.

Nave Margottini

Cosa accadrebbe se le voci che circolano con insistenza negli ultimi giorni sull’interesse di Fincantieri per Oto Melara fossero vere? Quali ripercussioni potrebbe avere l’acquisizione dello storico marchio spezzino da parte del colosso della cantieristica?
Non sarebbe certo il Polo della Difesa di cui da anni e anni si parla alla Spezia, ma si tratterebbe comunque di un concentramento che consoliderebbe in qualche modo l’importanza della Spezia e dei suoi grandi stabilimenti industriali nel comparto. Un fatto che, almeno sul piano teorico, potrebbe limitare o scongiurare il ripetersi di periodi di difficoltà e preoccupazione come quelli che negli anni scorsi hanno vissuto i dipendenti di Melara e del Muggiano per la mancanza di commesse e per i timori che i rispettivi gruppi di appartenenza potessero decidere di scommettere su altre realtà.

Della possibilità di un incorporazione dell’industria di armamenti da parte dei Fincantieri si parla da anni, ma nelle ultime settimane i rumor hanno iniziato a rimbalzare nei corridoi dell’ex Oto Melara con maggiore vigore.
Il motivo è presto detto: la recente visita di Giuseppe Giordo, direttore generale del comparto Navi militari di Fincantieri, presso lo stabilimento di Via Valdilocchi, con un piglio che per qualcuno aveva i connotati del vero e proprio sopralluogo.
Per il momento non è stato possibile raccogliere alcuna conferma o smentita dalle parti interessate, ma nel frattempo sono iniziate le valutazioni degli analisti finanziari, visto che entrambi i gruppi sono quotati in borsa.

La posizione di molti è che non ci sia una logica forte e convincente nell’operazione, in quanto la divisione militare di Fincantieri rappresenta solamente il 24 per cento del fatturato 2020 del gruppo. Si tratterebbe di una acquisizione pesante, dunque, rivolta a un asset che oltre all’armamento navale (con il best seller 76/62, che equipaggia una settantina di Marine nel mondo) produce anche carri armati e autoblindo. Che ne sarebbe di queste produzioni?
Altri sottolineano come Fincantieri e Leonardo abbiano già in essere un accordo per cooperare nel business delle navi militari firmato nel 2015.
Insomma, il mondo della finanza ha accolto con poco calore le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni.

L’andamento dei titoli Fincantieri e Leonardo potrà presto dare un segnale sulla fondatezza delle voci di acquisto di Oto Melara visto che prima di un’operazione del genere è frequente il perfezionamento di una ricapitalizzazione da parte della società acquirente. Un passaggio che, se son rose, avverrà entro la fine dell’anno.

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