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Giuliano Cozzani il partigiano "Pellegro" compie cento anni

Partecipò alla Liberazione di Spezia.

Giuliano "Pellegro" Cozzani

Oggi Giuliano Cozzani, il partigiano “Pellegro”, compie 100 anni. Nato a San Benedetto il 20 agosto 1921, dopo l’8 settembre 1943 rientrò a casa da Roma, con l’aiuto di una donna: “se ti fermano, dì che sei un mio aiutante”. Non rispose al bando della Repubblica di Salò e si nascose per qualche tempo, con altri disertori, nelle capanne dei boschi della zona. Se le donne stendevano le lenzuola, era il segnale che c’erano i tedeschi, e non rientravano a casa. Poi salì al monte Picchiara con una dozzina di ragazzi del suo paese e divenne partigiano della Colonna “Giustizia e Libertà”, con nome di battaglia “Pellegro”. Partecipò all’attacco alla caserma di Padivarma. Poi fu assegnato al centro di lancio del Picchiara, dove distribuiva le armi dei lanci degli Alleati. Durante il terribile rastrellamento del 20 gennaio 1945 si nascose, per cinque giorni e cinque notti, in un canalone. La mattina del 25 aprile partecipò alla liberazione di Spezia: “Le strade erano piene di fiori per terra, che la gente ci lanciava dalle finestre”, racconta.
Da partigiano “Pellegro” ha coltivato il sogno di un mondo di pace, libero dalla violenza, dal razzismo e dalle ingiustizie. Per tutta la vita ha continuato a difendere quel sogno. Nel dopoguerra emigrò per molti anni in Argentina, poi rientrò a Spezia e lavorò come tipografo.
“Caro “Pellegro” – scrive Giorgio Pagano, co presidente del Comitato Unitario della Resistenza – a te e a tutti i partigiani dobbiamo la Costituzione, cardine della nostra democrazia. Anche se molti diritti scritti nella Costituzione purtroppo sono stati traditi, non hai mai detto “non lo farei più”, ma ti sei impegnato nell’ANPI a parlare con i giovani, in una splendida staffetta della memoria. Affinché nessuno dimentichi mai il passato e le nuove generazioni comprendano quanto preziosi siano la libertà e la giustizia, che vanno difese sempre. Grazie “Pellegro”, buon compleanno e un abbraccio affettuoso. Vogliamo vederti ancora, sorridente e gioviale come sempre, nella tua piazza Brin”.

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