Quantcast
Peracchini a Lazio: "Dopo 150 anni di usufrutto la città non sta chiedendo la luna" - Citta della Spezia
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto
La replica

Peracchini a Lazio: "Dopo 150 anni di usufrutto la città non sta chiedendo la luna"

Il sindaco risponde alle dichiarazioni rese a CDS dall'ammiraglio al comando del dipartimento marittimo Nord: "Ognuno deve assumersi le sue responsabilità. Non accadrebbe nulla nel far passare le auto in arsenale in occasione delle partite al Picco".

Il sindaco Pierluigi Peracchini

Sono molti i temi toccati dall’ammiraglio Giorgio Lazio nell’intervista rilasciata a CDS nei giorni scorsi (leggi qui). Così come numerose sono le dichiarazioni che hanno fatto fischiare le orecchie al sindaco Pierluigi Peracchini, al quale, essendo stato indirettamente chiamato in causa, abbiamo chiesto di rispondere.

Nel presentare l’intervista all’ammiraglio Giorgio Lazio CDS ha scritto che i rapporti tra Marina militare e Comune “sembrano essersi raffreddati allineandosi alla logica e doverosa collaborazione istituzionale, ma senza che si siano aperte prospettive nuove rispetto al passato recente”. Condivide questa descrizione?
“Tra la città della Spezia e la Marina militare c’è un connubio storico che non potrà mai tramontare, ma dobbiamo prendere tutti coscienza che non siamo più nell’Ottocento, e che l’apertura e la collaborazione sono le chiavi per il futuro sia della città sia della Marina. Nessun raffreddamento, ma doveroso rispetto: ciascuno ha un ruolo da assolvere, io sono il sindaco e rispondo ai miei cittadini, ai loro bisogni e alle loro esigenze, l’ammiraglio Lazio risponde al capo di stato maggiore ma tutti ci troviamo sotto lo stesso cielo. La città non chiede la luna, ma che dopo 150 anni di usufrutto i tempi siano maturi per un’apertura maggiore. Per quanto mi riguarda, il dialogo continua e se son rose fioriranno”.

Di chi è la responsabilità di questa situazione? Bisogna forse guardare anche a Roma?
“Ognuno deve assumersi la propria responsabilità, innanzitutto chi sta sul territorio: in questo caso l’ammiraglio Lazio da una parte, io dall’altra. La mia responsabilità riguarda i miei concittadini, che continuano a chiedersi se i 95 ettari dell’arsenale militare e tutti gli altri a disposizione della Marina siano utilizzati al massimo delle loro potenzialità, e come. Purtroppo non risulta così, e questo stona un po’ con i tempi che corrono”.

Nell’intervista l’ammiraglio ha ribadito l’impossibilità dell’utilizzo delle aree dell’arsenale per trasferire il traffico veicolare in concomitanza delle partite casalinghe dello Spezia calcio. Cosa pensa al riguardo?
“E’ una posizione che non condivido, e che non mi pare muova da problematiche di logistica e sicurezza che avremmo già eventualmente risolto grazie alle tecnologie che abbiamo a disposizione, garantendo un flusso regolare, disciplinato e sicuro. Non accadrebbe nulla nel far passare in una strada, non utilizzata, ma comunque sorvegliata, video sorvegliata, transennata, con tutte le condizioni di sicurezza possibili, qualche ora di traffico. Ricordo che in arsenale trent’anni fa sono state rubate le tredicesime senza che nessuno se ne accorgesse…

L’atteso ampliamento e sviluppo del Museo tecnico navale è una partita nella quale la città può riuscire a svolgere un ruolo di indirizzo o è esclusivamente nelle mani di Difesa servizi?
“E’ esclusivamente nelle mani di Difesa servizi e dello stato maggiore della Difesa. Noi non abbiamo una società di scopo e, in base alla legge, non possiamo aprirla per gestire il Museo tecnico navale. Sarebbe stato un sogno averlo in comodato d’uso gratuito ma se il discorso per Difesa servizi si riduce tutto al guadagno, diventa difficile perché il museo necessita di investimenti importanti, e quindi è giusto che di questa parte se ne occupi un privato secondo il principio di sussidiarietà. Detto questo, è chiaro che bisogna collaborare perché il museo, unico nel suo genere, sia inserito nel polo museale cittadino e provinciale da conoscere in tutto il mondo”.

Per quanto riguarda la musealizzazione del sommergibile, quali saranno i prossimi step? L’ammiraglio ha spiegato che è stata trovata l’intesa per l’utilizzo di un sottomarino della classe Sauro III prossimo alla dismissione, che richiederà un minore impegno sotto il profilo dell’attività di bonifica e restauro…
“Stiamo in attesa della risposta della Marina militare. Attualmente pare ci sia la disponibilità a donare alla città un sottomarino classe Sauro III: da parte nostra, abbiamo già stretto accordi con l’Autorità di sistema portuale per posizionarlo al Porto Mirabello e con Fincantieri per la sua musealizzazione. Abbiamo quindi creato tutte le condizioni con enti pubblici e privati perché il sommergibile sia il vanto di tutti, e siamo in attesa della lettera ufficiale della Marina perché questo avvenga. Poi ci saranno i passi successivi, ma sono ottimista che tutti mantengano la parola data”.

Anche in merito alla realizzazione della nuova piastra ambulatoriale al posto degli spazi dell’ex ospedale militare Falcomatà sono arrivate parole dure, questa volta nei confronti della Regione…
“E’ un accordo oneroso per la città, pur comprendendo anche quello spirito politico, ma che avrebbe dovuto prevedere i relativi impegni a bilancio che non ci furono a livello locale e regionale. Un onore importante rimasto a carico della città che ha fatto risparmiare la Marina militare. L’impegno per andare incontro a quello previsto c’è, e speriamo con la Regione di risolvere anche questo problema”.

Questione aree militari: ci sono novità all’orizzonte? A Cadimare i lavori della nuova recinzione sono conclusi da tempo. Quando ci sarà la consegna della nuova area e delle ex lavanderie alla popolazione?
“Per quanto riguarda le aree militari, noi abbiamo acquisito una serie di aree già a disposizione della cittadinanza perché i lavori sono conclusi. Ora stiamo cercando di fare ancora di più perché cerchiamo di abbattere l’ex lavanderia e migliorare la funzione di quell’area per esserne definitivamente in possesso, perché anche il parcheggio è del demanio militare e non è ancora nostro nonostante si usi. La questione delle aree va divisa: a Cadimare è stato fatto quello che è stato chiesto ed è un’operazione che va a concludersi, e avvieremo un progetto di riqualificazione per tutto il borgo marinaro perché è l’unico rimasto della città e deve avere tutta l’importanza che si merita. Invece il piano regolatore delle aree militari prevede un utilizzo di tutte le aree sullo spezzino a fini militari, ma l’auspicio è che si apra un tavolo di confronto perché le aree sul mare sono preziose e possono essere sfruttate anche in modo misto, con una collaborazione pubblico/privato”.

Più informazioni