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"inopportuno paragone con capo dello stato"

Segretario generale, la Regione: "Valutazione Sansa distorce realtà"

Regione Liguria

“L’emendamento modificativo della legge regionale n. 59/2009, sullo stato giuridico e sul trattamento economico del Segretario Generale della Giunta regionale espone, nella relazione, le motivazioni per cui lo stesso è stato predisposto e presentato in aula. L’emendamento ha trasformato la proposta in una responsabilizzazione del Presidente della Giunta regionale che, come da prassi generalizzata nel rispetto delle norme vigenti, attribuisce direttamente l’incarico di Segretario Generale”. Lo si legge in una nota diramata da Regione Liguria in risposta all’intervento del consigliere Ferruccio Sansa.
“Quanto al trattamento economico – si legge ancora -, l’emendamento prevede che lo stesso sia a pari a quello dei Direttori Centrali (130.308,57 euro), incrementato del 26% e, quindi, pari ad uno stipendio base complessivo pari a euro 164.189, integrabili in misura variabile di anno in anno, in base alla percentuale degli obiettivi raggiunti. Il tutto invariato rispetto al compenso già attualmente previsto sin dal 2015. Il trattamento economico del Segretario Generale della Giunta regionale è, poi, sostanzialmente in linea con quello del Segretario Generale del Consiglio regionale. La scheda degli elementi finanziari a corredo dell’emendamento spiega con trasparenza e puntualità la composizione non della retribuzione ma dei costi massimi che Regione può sostenere, comprensivi di oneri riflessi ed Irap a carico dell’amministrazione che devono essere indicati nel bilancio”.

“Il Consigliere Sansa dimostra una scarsa capacità di comprensione e approfondimento degli emendamenti, nonché delle elementari norme fiscali e di bilancio vigenti. Si ritiene quantomeno inopportuno il paragone con la retribuzione del Capo dello Stato. La valutazione del consigliere Sansa è chiaramente distorsiva della realtà dei fatti, in quanto tesa unicamente alla ricerca di un titolo giornalistico a buon mercato, a scapito di ogni evidenza”, conclude la nota.

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