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Roma vuole cifre precise

La sostenibilità finanziaria del Felettino è il vero rebus

Quanto inciderà sulla gestione l'ammortamento del debito con il privato del piano di Regione Liguria? E quanto il nuovo ospedale farà risparmiare rispetto al Sant'Andrea? Il MEF lo chiede a Genova. Intanto il nuovo appalto ancora non si vede.

Nuovo ospedale Felettino

Roma chiama Genova. La Spezia intanto si interroga e attende. La partita per il nuovo ospedale Felettino si gioca sul campo della sostenibilità finanziaria. Si parla di cifre, che il Ministero dell’economia e della finanza vuole chiare prima di dare il proprio parere sull’opera. L’appalto, nei piani della Regione Liguria, doveva già essere partito questa estate e chiuso in autunno con l’aggiudicazione. Per poi riaprire il cantiere nella primavera del 2022.
“Il cronoprogramma sbandierato dal presidente Toti mi pare già saltato, lo dico con profondo rammarico”, le parole con cui il commissario Guido Melley inizia il giro degli interventi nella riunione della Terza commissione consigliare presieduta da Fabio Cenerini. Oggi l’audito è il sottosegretario Costa, con la presenza del sindaco Peracchini e del direttore ASL5 Cavagnaro. “La Corte dei Conti regionali nella sua requisitoria ha messo nel mirino la scelta del partenariato pubblico-privato – incalza subito Melley -, molto sbilanciato a favore del privato. Una richiesta di 86 milioni di euro sui 264 totali. Da qui nasce il tema di ASL, che dovrebbe rimborsare questa cifra nel tempo”.

Lunedì 5 luglio scorso la prima riunione del Ciga, il Comitato istituzionale di gestione e attuazione dell’accordo che valuterà il progetto spezzino. Al tavolo sia il Ministero della Salute che il MEF. “Da parte nostra non si entra nel merito della scelte della Regione Liguria, che decide la tipologia del percorso per arrivare alla realizzazione dell’ospedale, – assicura Andrea Costa, sottosegretario del governo Draghi -. La commissione fa valutazioni sugli aspetti sanitari e su quelli finanziari, ovvero in merito alla sostenibilità dell’opera. La riflessione del Ministero delle Finanze dà per scontato che il nuovo Felettino sarà più efficiente del vecchio Sant’Andrea e questo porterà ad una riduzione dei costi. Chiede quindi alla Regione di poter avere un documento che metta in evidenza questi risparmi, in modo da poter parametrare questa cifra con il canone annuo da chiedere ad ASL”.

Melley butta allora giù i numeri: “Secondo il piano di Toti, nell’arco di un venticinquennio, il privato che avrà prestato quegli 86 milioni di euro riceverà 14.8 milioni l’anno. Di questi, 4.5 milioni per la manutenzione e 10.3 milioni come quota di restituzione del prestito. Il MEF o il Ministero della Sanità hanno posto la questione della sostenibilità anche sul punto finanziario? Ritengono la cifra congrua?”.
La risposta di Costa inquadra la questione con precisione: “Quei 14.8 milioni sono composti da due voci distinte. Da parte del MEF c’è certamente il desiderio di definire un quadro che renda l’operazione sostenibile. Perché, non dimentichiamolo, il canone che viene pagato per l’ammortamento del debito è comunque denaro pubblico. E’ quindi scontato che il Ministero delle Finanze voglia capire fino in fondo quanto i risparmi attesi incidano sul canone da 10 milioni. Qualora emergesse una differenza tra gestione e canone, bisogna capire come coprirla ed in quale modo incida sulla finanza pubblica”.

“Si è parlato dell’aspetto economico, ma poco di quello sanitario. Il nuovo ospedale darà risposte alle esigenze degli spezzini?”, chiederà più avanti il commissario Emanuele Corbani.
“Sono due aspetti che non è possibile scindere. La richiesta di approfondimento del MEF è legato proprio ai servizi sanitari. Se si rivela un delta tra risparmi e spese, la ASL dovrà coprire questo delta tagliando i servizi ai cittadini. E’ ora che si sta cercando una soluzione, invece di trovarsi con una sorpresa a cose fatte”, la risposta del sottosegretario Costa.
“Non ci possiamo permettere di avere un ospedale che, una volta costruito, non riusciamo ad aprire perché non sappiamo come gestirlo. La richiesta del MEF è puntuale e ineludibile in questo senso. Mi auguro che la Regione Liguria non faccia una valutazione solo formale e burocratica, ma individui le soluzioni per rendere sostenibile il nuovo Felettino”, la considerazione del commissario Lorenzo Forcieri, che sottolinea come la richiesta vada nella direzione della razionalizzazione della spesa pubblica annunciata dal governo Draghi.

“Ho chiesto oggi alla Regione Liguria un punto della situazione e mi è stato detto che non hanno ancora ricevuto il verbale della riunione del Ciga del 5 luglio scorso. Il mio appello è a far partire il cantiere dell’ospedale, poi la gestione è materia per la Regione e per la ASL”, l’appunto del sindaco Pierluigi Peracchini che prende la palla da Genova e la lancia nel campo di Roma.
“Non voglio cedere alle provocazioni del sindaco – controbatte Costa che legge l’accenno polemico -. Alla riunione c’erano tutti gli interlocutori, compresa la Regione Liguria, e dopotutto non so se la consegna del verbale sia prevista in questi casi. Farò una richiesta in merito. In ogni caso le interlocuzioni sono giornaliere e tutti sanno ciò che devono fare. Non riduciamo tutto ad un verbale. Non ho dubbi che dal giorno dopo la riunione del 5 luglio, la Regione Liguria abbia iniziato a lavorare. Mi risulta abbia dato incarico a Cassa Depositi e Prestiti di fare un’analisi economica dell’operazione”.
“Cosa pensa il sindaco dell’opinione della Corte dei Conti?”, proveranno a chiedere Federica Pecunia, ribadendo una richiesta di Melley, ma la domanda sarà lasciata cadere nel vuoto.

Che lo Stato debba mettere in conto di destinare più fondi alla sanità locale spezzina è necessario. E lo deve fare perché ora la spesa è figlia di un’offerta insufficiente secondo il Decreto Balduzzi del 2015. Questo il succo dell’intervento del direttore generale di ASL5. “Non dimentichiamo che questo territorio ha un numero di posti letto per acuti inferiore alla norma di riferimento – ricorda a tutti Paolo Cavagnaro -. Il nuovo Felettino sarà più capiente rispetto al Sant’Andrea e di conseguenza i costi di gestione saranno maggiori per questa voce. Ma d’altra parte, se avremo più risorse disponibili oltre che più personale, diminuiranno le fughe fuori regione. Credo sia una cosa dovuta al territorio che l’ASL non può sostenere il costo del canone, all’infuori della manutenzione, prendendolo dal fondo sanitario a lei destinato. Giusto che il MEF faccia le sue richieste, ma ci deve essere la coscienza che il nuovo ospedale garantirà 200 letti in più”.