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Pitelli omaggia il sommo poeta, Matteo Fratarcangeli declama il canto XXIX dell'Inferno - Citta della Spezia
Cultura e Spettacolo

Pitelli omaggia il sommo poeta, Matteo Fratarcangeli declama il canto XXIX dell’Inferno

Dante Alighieri

Venerdì 30 luglio alle 21.15 nella Piazzetta della Chiesa di Pitelli l’artista Matteo Fratarcangeli declamerà il canto XXIX dell’Inferno.
La Divina Commedia in 100 borghi è un Recital Itinerante ideato da Fratarcangeli in omaggio ai 700 anni dalla scomparsa di Dante Alighieri.
Ogni giorno, l’artista, porterà un canto diverso in un borgo diverso. Sarà un viaggio di riflessione esistenziale verso il concepimento di alcuni grandi temi cari a Dante ma sottotono ai giorni nostri.
Matteo Fratarcangeli è un performer che si è diplomato presso l’Accademia Internazionale “Teatro Senza Tempo”, laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo e in Linguistica presso l’Università “La Sapienza” di Roma. E’ stato il direttore artistico per anni del Teatro “V. Gassman”. Attualmente è
Presidente dell’Associazione Culturale “Il Tempo Nostro”.

Il Recital Itinerante “La Divina Commedia in 100 borghi” nasce con l’esigenza di riflettere sull’importanza della concezione poetica del Sommo Poeta Dante Alighieri che, dopo 700 anni dalla sua scomparsa, appare a noi ancora fiorente e viva. 100 canti in 100 borghi e non nei palazzi istituzionali o nella virtualità che ha preso il sopravvento della realtà. E’ un progetto che pone al centro l’uomo e la società come senso di elevazione di ogni rappresentanza intrinseca dell’esistenza. Concepire un viaggio senza una meta, senza un desiderio ultimo che dia la retta via al nostro esserci, non è un viaggio; avere in sé la concezione di un tempo e di uno spazio distinti dall’esserci nell’essere porta ad essere attanagliati dal rimanere accostati alle certezze umbrifere;
possedere il linguaggio solo per l’utilizzo materialistico della vita insita nel consumismo e nel consumatore e possedere una padronanza linguistica solo per l’esigenza del vivere quotidiano non fa che impoverire la nostra mente e appiattirci sempre più fino a che – frammentati – ci alieniamo e diamo importanza ad emozioni effimere e negative; non esaltare la nostra fragilità e il bisogno di una guida che dia forza alle nostre fragilità non fa che renderci insensibili e lontani alle numerose emozioni positive che ci attraversano; infine apprezzare ed esaltare la nostra cultura nelle sue profonde diversità fa sì che sentiamo più vicino a noi tutta l’opera dantesca.
“Io Matteo Fratarcangeli leggerò in questo modo la Divina Commedia ogni sera nel borgo.
Farò un viaggio fisico e mentale affinché il messaggio dantesco arrivi.
Il fine è quello di creare le condizioni affinché i temi sopracitati vengano riflettuti da ogni singolo per rendere la sua esistenza più corposa e riflettuta”, spiega l’artista.