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Il ministro Orlando tiene a battesimo il protocollo contro il caporalato - Citta della Spezia
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Le contromisure

Il ministro Orlando tiene a battesimo il protocollo contro il caporalato

Questa mattina in prefettura la firma sul documento che è frutto di 8 mesi di confronto tra Confindustria, sindacati, Adsp, Inps, Inail, Asl e Ispettorato del lavoro.

Il prefetto Maria Luisa Inversini e il presidente di Confindustria Mario Gerini firmano il protocollo sotto gli occhi del ministro Andrea Orlando

Guerra senza quartiere al caporalato e a qualunque altra pratica illecita che preveda sfruttamento del lavoratore e vantaggi, diretti o indiretti, per le imprese. L’hanno dichiarata sindacati e associazioni datoriali spezzine, con il coordinamento e la spinta propulsiva della Prefettura e la firma di un protocollo d’Intesa sottoscritto anche dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, presente questa mattina alla firma presso il Palazzo del governo.
Un segnale forte, quello della firma da parte del rappresentante del governo, dopo che, nei mesi scorsi, era emerso un sistema di sfruttamento che riguardava proprio alcune aziende del comparto della cantieristica nautica spezzina (leggi qui).
Il tavolo di confronto che ha portato alla firma è rimasto aperto otto mesi e ha visto impegnati anche Autorità di sistema portuale del mal Ligure orientale, Ispettorato territoriale del lavoro, Inps, Inail e Asl 5, enti e istituzioni a vario titolo coinvolte nell’attività di rilascio delle autorizzazioni e di verifica del rispetto delle norme.

Il prefetto Maria Luisa Inversini, nell’accogliere il ministro Orlando e gli altri coprotagonisti dell’iniziativa, si è detta molto soddisfatta per il risultato raggiunto e per i benefici che ne trarranno i lavoratori e il sistema economico locale.
“Uno degli scopi più importanti – ha aggiunto – è quello di responsabilizzare il committente riguardo a quanto accade nell’arco di tutta la filiera di appalti e subappalti, anche attraverso un percorso di formazione che sarà portato avanti da Confindustria”.
Proprio il presidente degli Industriali, Mario Gerini, ha rivolto parole di ringraziamento nei confronti dei sindacati per la tempestività con cui si è giunti alla conclusione dei lavori, mentre il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Mario Sommariva, ha detto di aver partecipato con convinzione ai tavoli per portare alla stesura di un protocollo che rappresenta un successo, visto che tutte le aziende della cantieristica ricadono su suolo demaniale e che in caso di illeciti è stata prevista la revoca della concessione.

Lara Ghiglione, Cgil, Antonio Carro, Cisl, e Mario Ghini, Uil, hanno dichiarato: “Come sindacati abbiamo ritenuto opportuno provare a prevenire il fenomeno proponendo in modo unitario un protocollo specifico. La firma del protocollo è il risultato di un lungo e complesso lavoro di approfondimento e mediazione tra le parti, allo scopo di dare dignità e tutele alle lavoratrici e ai lavoratori che operano in contesti a rischio, quali sono gli appalti e i subappalti, ma anche in difesa dell’economia legale e delle aziende sane; quindi dell’occupazione di qualità. Il nostro impegno ora deve essere l’estensione del protocollo in tutti i contesti a rischio”.

Il ministro Orlando, ringraziato il prefetto per l’impulso fornito all’iniziativa e la magistratura per aver acceso i riflettori sul problema, ha sottolineato come il caporalato, fenomeno contro il quale da Guardasigilli aveva sostenuto e promulgato una legge ad hoc, non colpisca solamente il settore dell’agricoltura. “Cantieristica, edilizia, logistica… i comparti sono molti e cerchiamo di porre rimedio, per esempio, con l’introduzione del concetto di “congruità” nei contratti del mondo delle costruzioni cerchiamo di fermare il lavoro nero: ci sono opere che richiedono un numero minimo di lavoratori: abbiamo elaborato con Ance tabelle ben precise. C’è ancora molto da fare, passando per la responsabilizzazione della filiera degli appalti”.
Orlando ha confermato ancora una volta l’importanza dei controlli da parte degli enti preposti e per questo ha annunciato “2mila assunzioni per l’Ispettorato nazionale del lavoro” e ha posto l’accento sul dimezzamento del personale tecnico di verifica in capo alle Asl, che hanno competenza per il 90 per cento dei controlli”.
Infine un accenno alle opportunità che il Recovery plan offre anche nell’ambito dell’occupazione: “Deve essere l’occasione per riflettere anche sulla qualità del lavoro. Stiamo lavorando per introdurre target che solo se raggiunti consentiranno di accedere ai finanziamenti. Negli ultimi due anni sono raddoppiati i lavoratori mediati da piattaforma: questo sistema potrebbe essere sempre più comune, dobbiamo farci trovare pronti per renderlo migliore possibile per il lavoratore”.

Il protocollo

1) La verifica continuativa:
a) della regolarità dei rapporti di lavoro in tutta la filiera di appalto e subappalto, sia all’atto della costituzione, che durante la svolgimento. Le aziende in appalto dovranno rilasciare ai propri dipendenti un apposito cartellino di riconoscimento che consentirà l’accesso nelle aree soggette a vigilanza dell’autorità portuale ( concessionaria delle aree)
b) dell’applicazione di trattamenti economici in linea con quanto previsto dai CCNL e dai contratti territoriali, stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, e il regolare adempimento degli obblighi contributivi e assicurativi.
c) della corresponsione regolare delle retribuzioni che deve avvenire con sistemi trasparenti (bonifici bancari e assegni non trasferibili)
d) degli adeguati requisiti tecnico professionali e assicurativi delle aziende in appalto e subappalto.
e) del rispetto delle disposizioni che riguardano la sicurezza sul lavoro.

2) L’informazione semestrale da parte delle aziende concessionarie/ appaltanti, alle RSU e/o alle organizzazioni provinciali di categoria, riguardante il numero delle ditte appaltanti/subappaltanti, la tipologia di attività appaltate e il numero di lavoratori coinvolti.

3) Percorsi di formazione/informazione rivolti ai responsabili della gestione degli appalti e ai lavoratori (dell’appalto e del subappalto) in tema di tutela del lavoro, salute e sicurezza ( anche con il supporto di mediatori culturali per i lavoratori stranieri). Questi saranno promossi da Confindustria e dalle Organizzazioni sindacali. I pacchetti formativi saranno condivisi tra i soggetti sottoscrittori del protocollo.

4) Uno sportello informativo per le aziende della filiera dentro Confindustria aperto anche ai non associati. Ogni episodio di sfruttamento e di intermediazione illecita di manodopera dovrà essere denunciato all’autorità giudiziaria. Qualora gli accertamenti da parti degli enti preposti all’attività di vigilanza confermassero episodi di sfruttamento lavorativo, l’Autorità di Sistema Portuale potrà predisporre la cancellazione del trasgressore dal registro art. 68 del Codice della navigazione.

La Prefettura effettuerà un’attività valutativa delle attività svolte e dei risultati conseguiti, con cadenza almeno semestrale per valutare possibili altre azioni o la rimodulazione di quelle previste. Potrà riconvocare il tavolo interistituzionale anche su richiesta dei firmatari.

Il protocollo avrà durata biennale e le aziende dovranno terminare la fase di adeguamento ad esso entro il 31 dicembre 2021.

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