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Dalla diaz a voghera

L’omaggio di Capossela a Dante, fra inferni moderni, esilio e carceri

Sold out a Castelnuovo Magra per la "Bestiale Comedia" del cantatuore nel penultimo appuntamento della rassegna "Dante 700".

Vinicio Capossela a Castelnuovo Magra (foto Irene Malfanti)

Tutto esaurito ieri sera in piazza Querciola per l’esibizione di Vinicio Capossela, nel penultimo appuntamento della rassegna itinerante “Dante 700”. Collocazione ideale per la “Bestiale Comedia” dell’artista, omaggio al Sommo Poeta che nel 1306 proprio proprio a Castelnuovo Magra mise fine alle diatribe fra i marchesi Malaspina e il vescovo-conte di Luni.
Attingendo ai tanti riferimenti danteschi della sua ricerca musicale e letteraria, Capossela ha così condotto il suo affezionatissimo pubblico in un lungo viaggio fra santi, bestie, eroi, creature mitiche e peccatori, contestualizzato all’attualità prima di ogni singolo brano. Dai “moderni inferni della logistica” per le “Nuove tentazioni di Sant’Antonio” alla “Ballata del carcere di Reading”, luogo di non redenzione, anticipato dal ventennale di Bolzaneto e i fatti di Santa Maria Capua a Vetere e le tragedie di Stefano Cucchi e George Floyd.
Il cantautore, sul palco con Vincenzo Vasi e Raffaele Tiseo, ha così ripescato dal suo passato ricordando Amedeo Modigliani “che dipingendo sgranava terzine dantesche” e il decennale dell’album “Marinai, profeti e balene”; ha reso omaggio agli anarchici di Carrara con una suggestiva versione de “Il galeone” di Belgrado Pedrini e Paola Nicolazzi e ripercorso i temi del mare e dell’esilio con Ulisse protagonista del ventiseiesimo canto e i riferimenti del cantautore ai fatti di Voghera e Primo Levi.
Una navigazione dantesca conclusa con gli apprezzatissimi bis fuori tema “L’uomo vivo”, cantata dalla prua della barca posata sul palco, e la sempre struggente “Ovunque proteggi” prima del meritato applauso finale.

(foto di Irene Malfanti)