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"carenza di personale sanitario"

Anaao e Nursind a Toti: "In Asl5 sempre più frequente fenomeno delle dimissioni volontarie"

Le associazioni: "Mancanza di progettualità di medio-lungo termine non fa sperare in un miglioramento".

L'ospedale Sant'Andrea della Spezia

“Come Sanitari e rappresentanti sindacali riteniamo doveroso fare delle precisazioni in merito a quanto letto in un articolo nei giorni scorsi. Infatti in merito a quanto dichiarato dal Presidente Toti, titolare della delega alla sanità, sulle difficoltà a reperire personale sanitario, rispondiamo che per una banale legge di mercato, proprio perché la disponibilità di medici ed infermieri sul territorio nazionale è inferiore alla domanda, per attirarli si deve offrire loro più della concorrenza, non meno. In ASL 5, la più bisognosa delle ASL liguri, esiste una netta disparità di personale sanitario rispetto alla popolazione perché i medici e gli infermieri a tempo indeterminato non solo diminuiscono per i pensionamenti, ma addirittura si verifica tra loro il fenomeno delle dimissioni volontarie anche di assunti a tempo indeterminato e ancor più tra coloro che hanno incarichi a tempo determinato, per andare in ASL dove viene loro offerto invece un contratto a tempo indeterminato: questo dimostra che ci sono problemi ulteriori alla generale mancanza di medici ed infermieri sul mercato.
Esempi ce ne sono tanti: la perdita per la nostra asl di due giovani e validissimi specialisti in malattie infettive assunti, pur durante una pandemia virale, con contratti a termine, che si sono trasferiti, loro malgrado in Toscana, per avere la rassicurazione di un lavoro definitivo. Abbiamo perso per lo stesso motivo molti infermieri sempre a favore della Toscana. Si sono dimessi un urologo dipendente da anni di ASL 5 e responsabile della calcolosi e il coordinatore infermieristico della multispecialistica di Sarzana, perché non hanno più ritenuto accettabili le condizioni lavorative in ASL.
Come ANAAO e NURSIND Abbiamo già espresso più volte, a tutte le Figure coinvolte nelle decisioni Sanitarie locali e regionali, i punti che riteniamo responsabili di questa scarsa attrattività e addirittura fuga dei già assunti. La tipologia dei contratti a tempo determinato per gli infermieri, è solo fumo negli occhi, che copre il problema per pochi mesi, e quando il fumo schiarisce, rimangono le stesse carenze di sempre.
Solo da poco tempo, sotto persistenti pressioni, si inizia a prediligere il tempo indeterminato per i medici (peraltro in ottemperanza a dettami di legge, vedi Madia), ma il numero di posti banditi è ancora ben lontano dal coprire le carenze: devono essere ancora utilizzate oltre 60 deroghe concesse già dal 2019 facendo sempre rimanere in sofferenza i vari reparti e comportando un cronico pesante sovraccarico di lavoro con conseguente scarsa soddisfazione professionale e rischio clinico elevato.
La mancanza di progettualità di medio-lungo termine non fa sperare in un miglioramento. Le pessime condizioni strutturali soprattutto del Sant’Andrea, nosocomio vetusto ed inadeguato alle esigenze di un moderno ospedale, ormai addirittura indecoroso e cadente, non possono che peggiorare ulteriormente la qualità del lavoro e del servizo offerto ai cittadini. Assistiamo tutti i giorni al malfunzionamento degli impianti di condizionamento per cui si patisce caldo torrido d’estate o si deve ricorrrere a stufe d’inverno. Crollano i controsoffitti con rischio di lesioni al personale e pazienti. Si allagano sale operatorie e pronto soccorso, cedono pavimenti di corsie e i blocchi operatorie sono rattoppati vistosamente e solo una parte delle sale, alcune inaugurate nei mesi scorsi, è utilizzabile o per inadeguatezza strutturale o per mancanze di personale.

A fronte di questa situazione, letteralmente disastrosa, non sono noti programmi di intervento di ristrutturazione radicale del Sant’Andrea, né è affatto certa la partenza dei lavori per il nuovo Felettino, che dovrebbe sostituirlo; infine non è noto alcun progetto chiaro per traghettare gli sfortunati medici infermieri e pazienti, nei prossimi anni, fino al propagandato nuovo ospedale.
Lo scarsissimo personale infermieristico specializzato, prezioso per la suddetta rarità, viene attualmente utilizzato per attività non certo specifiche: dalle prenotazione CUP alle vaccinazioni. Neurologi e cardiologi e chirurgi vengono inviati in regime di prestazioni straordinarie o con ordini di servizio a coprire i turni del PS di Levanto per la mancanza di medici d’urgenza, nonostante vi sia carenze di prestazioni specialistiche nelle rispettive branche. E’ infatti noto che vi è un massivo ricorso, da parte dell’ASL, a prestazioni di vario genere (radiologiche , specialistica ambulatoriale, chirurgia) presso strutture convenzionate in conseguenza della carenza di medici, e pure si aggiungono numerose fughe di pazienti extraregione con pesante dispendio per la Regione, come segnalato recentemente dalla Corte dei Conti.

Vaccinazioni, aumento degli accessi in p.s durante l’estate e le ferie estive sono eventi assolutamente prevedibili non fenomeni eccezionali e quindi non giustificano il ricorso ad ordini di servizio. Siamo preoccupati perché la carenza di personale e carenze strutturali ormai compromettono troppo pesantemente l’erogazione dei servizi e aumentano esponenzialmente il rischio clinico.
Solo interventi straordinari possono invertire la rotta e evitare che il servizio sanitario pubblico locale affondi: solo interventi routinari purtroppo, non sono ormai sufficienti”.

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