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Nell'area protetta

Cinghiali nel Parco, i numeri del contenimento

570 abbattimenti in tre anni nell'ambito di 527 interventi a cui hanno partecipato 713 coadiutori.

Cinghiale

2.606: questo il numero medio annuale di cinghiali abbattuti nello Spezzino nell’ambito delle attività di contenimento dell’ungulato. Un valore, riportato nel Piano di gestione del cinghiale recentemente approvato dal Parco nazionale delle Cinque Terre, riferito al periodo 1998-2019 (“i dati relativi alle annualità 2020 e 2021 saranno analizzati al termine della stagione 2021”, si legge nel Piano). L’elaborato mette naturalmente la lente di ingrandimento sull’area protetta: “Tra gennaio 2016 e settembre 2019 – si legge, in riferimento alle annualità più recenti – sono stati effettuati complessivamente 527 interventi che hanno portato, grazie all’impiego complessivo di circa 713 coadiutori, all’abbattimento di 570 capi. L’analisi degli abbattimenti negli anni mostra come il 2016 con 216 capi abbattuti sia l’anno dove si è raggiunto il numero maggiore”. Periodo di maggior impegno (legato al numero di coadiutori impiegati e delle giornate di attività) nell’intervallo considerato, quello tra gennaio e aprile. Guardando ai singoli territori comunali il numero medio di interventi e di coadiutori coinvolti è stato di 11 e 81 per La Spezia (che rientra nel Parco solo per una porzione occidentale del suo territorio), 26 interventi e 248 partecipanti per Monterosso, 19 e 182 Riomaggiore, 29 e 203 Vernazza. Nessuna attività di controllo viene effettuata nella parte levantese del Parco, piccola e sviluppata lungo la costa, dove quindi gli interventi sono di difficile realizzazione.

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“L’andamento annuale del numero di interventi – si legge nel Piano -, standardizzato per la superficie dei territori comunali compreso nel Parco, è in crescita, con un picco degli interventi a luglio, seguito da un rapido calo sino a ottobre. Gli interventi non risultano equamente distribuiti tra la parte meridionale del Parco (La Spezia e Riomaggiore, pari al 34,9% del territorio) e la parte settentrionale (Vernazza, Monterosso e Levanto, pari al 65,1%). La più piccola porzione meridionale, infatti, risulta interessata dall’attività di controllo soprattutto in inverno e primavera, mentre la parte settentrionale mostra una copertura annuale più omogenea, con incremento dello sforzo nel periodo più critico primavera-estate”. Gli abbattimenti mostrano un picco a marzo seguito da un calo progressivo; con una maggiore prelievo annuale per unità di superficie nel territorio del comune della Spezia (20,25 capi abbattuti ogni cento ettari), seguito da Vernazza (13,30/100 ettari), Monterosso (12,24/100 ettari) e Riomaggiore (10,72/100 ettari). Nel triennio 2016-2019 sono state abbattute 261 femmine e 225 maschi, mentre per i restanti 84 casi non è stato rilevato il sesso del cinghiale abbattuto. La fascia d’età più toccata dagli abbattimenti, sia per i maschi, sia per le femmine, è quella tra i 16 e i 20 anni, seguita dalla 8-12 (per le femmine) e dalla 12-16 (per i maschi).