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Sarzana e Pa: "Con legge regionale a rischio mille servizi alla persona" - Citta della Spezia
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Articolo 6 comma 8

Sarzana e Pa: "Con legge regionale a rischio mille servizi alla persona"

Un altro comma della legge 15/20, per l'associazione della Val di Magra rappresenta un ostacolo difficile da superare. Il pesidente della Pubblica assitenza di Sarzana Oddi: "Rischiamo di incappare in spese insostenibili".

Il distaccamento di Marinella della Pubblica assistenza di Sarzana

La legge 15/20 sui servizi funebri non fa dormire sonni tranquilli anche alla Pubblica assistenza di Sarzana. Ad una lettura approfondita da parte dell’associazione è emerso che, per loro, l’articolo 6 comma 8 rappresenterebbe un vincolo importante nell’erogazione dei servizi alla persona.
Ad approfondire il tema è il presidente della Pubblica assistenza di Sarzana Giorgio Oddi. “A preoccuparti maggiormente è la frase che va a toccare le attività sanitarie e parasanitarie da abrogare. A suo tempo, in base a una legge del 2003, avevamo già diviso l’ente e su compenso il personale veniva prestato alla onlus per fare gli altri servizi. Dal 1° luglio questo non avverrà più e ci eravamo impegnati per dare un servizio adeguato alla cittadinanza”.
“Essendo in piena estate copriamo anche il territorio di Marinella – prosegue -, abbiamo fatto delle assunzioni e avuto un aggravio di spese, non sappiamo però se nel corso degli anni questa copertura, a seguito della legge, potrà essere mantenuta”.
“Stiamo valutando anche la logistica per l’applicazione della legge – ha aggiunto – non è detto che non riusciremo ad adeguarci ma si tradurrà automaticamente in aggravi di spesa importanti che non sappiamo dove ci poteranno”.

La Pubblica assistenza di Sarzana, in un anno, garantisce 9.800 servizi alla persona e ieri sera era in prima linea per l’open night al San Bartolomeo dove sono stati somministrati all’incirca 750 vaccini. “Non è detto che riusciremo a garantirli tutti – aggiunge Oddi che si chiede -, approssimativamente rischiamo di perderne più di mille e chi li garantirà? Dovranno farsene carico, privatamente, le famiglie? Come servizi alla persona intendiamo: trasporti sanitari, pronto soccorso e guardia medica”.

Un clima di profonda incertezza dunque ma che spinge l’associazione a rivolgersi all’Anpas e chiedere chiarimenti anche alla politica. “Ci rivolgeremo anche all’amministrazione comunale con la quale abbiamo un rapporto costante e restiamo in attesa del prossimo consiglio regionale. Siamo in stretto contatto con Anpas che si sta già interessando alla vicenda. A seguito di tutti questi approfondimenti faremo le nostre valutazioni per intraprendere ulteriori azioni”.