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"enel? si investa in modo innovativo"

"Edilizia pilastro della ripresa, segnali anche sul territorio"

In occasione della presentazione della rinnovata veste della rivista Aedificando, il presidente dei costruttori Alberto Bacigalupi traccia la linea: "Ripresa investimenti, Superbonus e ripartenza grandi opere, ma anche la Pa deve fare la sua parte".

Alberto Bacigalupi

A quattordici anni dalla nascita, era il 2007 quando l’allora presidente Marco Ferramosca varò il primo numero, Aedificando cambia veste grafica e questa mattina presso la sede provinciale di Confindustria è stata presentata agli organi di stampa alla presenza del Presidente di Ance La Spezia, Alberto Bacigalupi e del direttore Paolo Faconti. Nuova impaginazione ma linea editoriale confermata con la consueta serie di approfondimenti e scambi di opinioni di pubblici amministratori, politici, professionisti, imprenditori ed esponenti della cultura. E così, al fianco degli articoli firmati dai politici spezzini impegnati a Roma (dal Ministro Andrea Orlando, ai sottosegretari Andrea Costa e Stefania Pucciarelli, agli onorevoli Manuela Gagliardi e Lorenzo Viviani) e quello del presidente regionale Giovanni Toti, ecco il contributo dell’Accademia Lunigianese di Scienze Giovanni Capellini e del direttore della Rete Museale della Spezia, Andrea Marmori, in nome della classicità, della storia dell’arte, della cultura. Si passa da 16 a 24 pagine, con tiratura fissata a 3.500 copie. Senza dimenticare il ricordo dell’ingegner Ferrari, deceduto recentemente e colonna portante dell’edilizia spezzina dell’ultimo mezzo secolo: nella mattinata di presentazioni anche un momento toccante con i figli, giustamente emozionati nel ricordo del loro padre-imprenditore.

E siccome il tema non poteva che essere quello della rinascita, il presidente Bacigalupi ha sottolineato che gli imprenditori edili spezzini sono consapevoli che l’impresa non deve essere considerata come un soggetto economico
solamente proteso al raggiungimento del massimo profitto a tutti i costi. Il ruolo dell’imprenditore edile deve essere vissuto in modo nuovo, non più come costruttore di cose pensate, progettate e finanziate da altri, ma parte integrante del
sistema in cui vive. “L’azione associativa promossa già da anni – ha spiegato – è finalizzata a rafforzare la consapevolezza nelle pubbliche amministrazioni, nelle forze politiche e sociali, che quello delle costruzioni non è un settore residuale cui ricorrere per iniettare liquidità nel sistema o per governare congiunture sfavorevoli o, ancora per fronteggiare emergenze occupazionali, ma ricopre un ruolo centrale nel sistema economico e sociale di un territorio.
Ruolo confermato con forza anche dagli aiuti Europei previsti nel Pnrr predisposto dal Governo italiano”. Una visione di speranza, partendo dalle macerie del 2008 e dalle complicanze che il Covid si porta dietro: “Per chi vive o ha vissuto nel recente passato di ciò che l’edilizia ha potuto offrire, dopo dodici ininterrotti e lunghi anni di crisi profonda, i primi concreti segnali di una generale ripresa del lavoro vengono percepiti come una vera e propria Rinascita. Quello che è stato il peggior tracollo del settore delle costruzioni dal Dopoguerra ad oggi, che ha avuto effetti drammatici sul Paese, cancellando circa 600.000 posti di lavoro e causando la scomparsa di quasi 140.000 imprese, nella nostra provincia ha provocato la perdita di circa 1.500 lavoratori diretti e poco più di 380 imprese di costruzioni, nonché un drastico ridimensionamento di tutti gli occupati indiretti e dell’indotto”.

Sul territorio, l’opportunità rappresentata dalle grandi commesse, pubbliche e private, che avrebbero certamente rallentato l’inevitabile e repentino avvitamento nella spirale negativa della crisi, non è bastata. Così si riavvolge il nastro “Dopo un iniziale avvio, le opere si sono in parte arenate senza essere ripartite, in altra parte sono rimaste soltanto delle buone intenzioni. La mancanza strutturale di risorse alle costruzioni di questi anni, oltre a generare una difficile congiuntura del settore edile, ha principalmente inciso sulla qualità della vita di tutti i cittadini, restituendo al Paese un sistema infrastrutturale vecchio di decenni, con strade, ponti, ospedali e scuole in condizioni a dir poco difficili e con scenari di dissesto idrogeologico in occasione di ogni fenomeno atmosferico avverso”. Ma, al di là dell’enfasi, si può davvero parlare di rinascita dell’edilizia? “I segnali ci sono, alcune imprese hanno ripreso ad assumere, molte hanno il pieno di commesse per i prossimi mesi e parecchi l’edilizia rappresenta il principale pilastro su cui potrà reggere la ripresa del Paese. È necessario però anche il contributo della Pubblica Amministrazione, a tutti i livelli, attraverso politiche di valorizzazione delle imprese del territorio, la velocizzazione di tutte le procedure burocratiche ed il sostegno dei piani di formazione che saranno necessari a ricostituire e semmai incrementare il numero di lavoratori pre-crisi. L’anno in corso sta registrando un deciso cambio di rotta, in coerenza con quanto osservato nel 2019 e nei primi mesi del 2020, interrotto poi dalla crisi legata all’emergenza sanitaria”.

Si deve tornare ad investire sulle manutenzioni degli ospedali, sulla salvaguardia dei versanti, sulla viabilità strategica, tutti aspetti dirimenti per determinare una migliore o peggiore qualità della vita dei cittadini. Le previsioni parlano di incrementi degli investimenti in costruzioni, particolarmente nell’ambito del recupero abitativo e nei settori del non residenziale privato e delle opere pubbliche. “Anche localmente il comparto è spinto dall’edilizia privata, trainata da incentivi statali come il Superbonus 110%, peraltro ancora in fase di avvio, sostenuto dalla iniziale ripresa di investimenti pubblici e privati e dall’avvio di alcune grandi opere pubbliche. La fiducia in una inversione di tendenza viene alimentata dalla politica economica del Governo, che attraverso il Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza, scommette sulle costruzioni stanziando imponenti risorse per migliorare il sistema infrastrutturale, per l’effi-
cientamento energetico e sismico dell’edilizia residenziale privata e pubblica, per la tutela del territorio e per lo sviluppo sostenibile. C’è quindi la consapevolezza che l’edilizia possa rappresentare il principale pilastro su cui reggerà la ripresa del Paese. È noto, infatti, che un euro speso nel nostro settore ne genera almeno 3,5 come effetti diretti, indiretti ed indotti. Gli operatori della filiera delle costruzioni acquistano beni e servizi da quasi il 90% dei settori economici di cui il 95% di produzione interna”. Anche per il territorio secondo il presidente di Ance ci sono prospettive: “Possiamo ragionevolmente prevedere che nel breve e medio periodo, incideranno la ripresa degli investimenti pubblici e privati, continueranno a farsi sentire sia gli effetti legati agli incentivi del Superbonus, che quelli del riavvio delle grandi opere pubbliche, con riferimento alla Variante Aurelia di cui il primo lotto è già in cantiere e al nuovo Ospedale del Felettino previsto per la primavera del prossimo anno, oltre a quelli di media entità attesi per i prossimi anni come il ponte Ceparana-Santo Stefano. È necessario però anche il contributo della Pubblica Amministrazione, a tutti i livelli, attraverso politiche di valorizzazione delle imprese del territorio, la velocizzazione di tutte le procedure burocratiche ed il sostegno dei piani di formazione che saranno necessari a ricostituire e semmai incrementare il numero di lavoratori precrisi”. Senza dimenticare il waterfront che con la firma avvenuta questa mattina entra in una fase nuova dopo tanto, troppo tempo: “Credo che la futura stazione crocieristica sia legata al Pnrr, chiave di volta per la firma di stamane”. Sul futuro di Vallegrande invece c’è molta cautela e Bacigalupi preferisce non sbilanciarsi: “Mi pare che il dibattito sia in corso, la città sta assistendo a quello che potrà succedere. Ci sono tante idee innovative, credo dovrà essere interessato da un investimento che sappia guardare al futuro. L’elemento di prospettiva per una ricaduta importante, su lungo periodo”.

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