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"marino e angelozzi fondamentali"

Gyasi: "Per arrivare qui ho sudato molto. La maglia di Ronaldo? Un sogno"

L'attaccante dal ritiro: "Il gol a Frosinone una gioia indescrivibile. Speriamo che i tifosi possano tornare presto allo stadio con noi".

Emmanuel Gyasi

“Stiamo lavorando bene e ci stiamo allenando forte, è importante faticare in ritiro per poi fare il massimo in campionato”. Così da Prato allo Stelvio Emmanuel Gyasi, attaccante aquilotto pronto ad iniziare la quarta stagione in maglia bianca. “Speriamo – ha aggiunto – che dopo la sofferenza dell’anno scorso lontano dal Picco i tifosi possano tornare allo stadio a gioire insieme a noi”.
Raccontandosi nel terzo podcast Spotify del club, Gyasi ha parlato anche della sua infanzia e di altri due momenti che hanno segnato fin qui la sua carriera: “Gli undici anni in Ghana con i miei nonni sono stati molto importanti, quando poi sono tornato in Italia, vicino Torino, ho iniziato a giocare fino ad arrivare alle giovanili Granata. Sono molto legato a quell’esperienza perché è stata formativa e mi ha dato tanto. Il salto in prima squadra? Non è facile e bisogna fare tanti sacrifici – ha osservato – ho fatto tanta esperienza nella categorie inferiori, ho sudato molto e mi è servito per riuscire ad ottenere certi obiettivi. Per arrivare qui ci ho messo tanto lavoro e voglia di migliorare sempre. A Spezia è stato fondamentale trovare subito Angelozzi e mister Marino che mi ha dato tanta fiducia, sia in ritiro che in campionato, nonostante arrivassi dalla Serie C. Il primo gol in maglia bianca è stato un’emozione incredibile”.
Così come quello realizzato allo Stirpe di Frosinone nella finale playoff: “Quello è stato uno dei più importanti della mia carriera perché ha dato il via ad una cosa incredibile. Abbiamo fatto la storia e quel gol in trasferta ci è servito per andare in Serie A. Una cosa indescrivibile”. Massima serie dove Gyasi è stato protagonista nella salvezza ma anche di una bella storia con Cristiano Ronaldo: “Arrivare a giocare contro giocatori così è un sogno che si avvera, ho avuto la fortuna di parlargli e chiedergli la maglia, è stato tutto bellissimo. All’andata a fine partita lo avevo avvicinato dicendogli che lui era una fonte di ispirazione per me e per tanti giovani, lui mi aveva abbracciato dicendomi “continua a coltivare i tuoi sogni e a lavorare duro”. La maglia però l’aveva già promessa a qualcun altro. Al ritorno – ha concluso Gyasi – pensavo se ne fosse dimenticato ma appena mi ha visto è venuto ad abbracciarmi e a fine primo tempo mi ha aspettato nel tunnel con la sua maglia. È stato un sogno incredibile”.

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