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Dalla val venosta

Spezia barricato in hotel in attesa di un nuovo giro di tamponi

Il Garden Park Hotel di Prato allo Stelvio

Il Garden Park Hotel di Prato allo Stelvio è diventato la clausura dello Spezia a calcio. Ieri all’ora di pranzo la notizia di sei nuovi calciatori trovati positivi al Covid, più un membro dello staff, ha stravolto i piani del club per il ritiro estivo in Val Venosta.
Da ieri sera gli atleti non infettati sono chiusi all’interno delle loro stanze singole in attesa di novità. Chi invece ha ricevuto la brutta notizia dal tampone ha già lasciato la montagna. Trascorrerà alla Spezia, nelle proprie abitazioni private, il periodo di quarantena che sarà concluso solo dal tampone negativo.
Dopo la prima positività rivelata nel secondo giorno di presenza, alcuni elementi avevano successivamente manifestato lievi sintomi assimilabili al Covid. Isolati precauzionalmente, estromessi ovviamente dagli allenamenti, si sono confermati come casi di infezione. Non solo, il tampone ha rivelato altri tre positivi completamente asintomatici. Per la velocità con cui il virus si è diffuso all’interno del gruppo squadra viene logico il sospetto che si tratti della famigerata variante delta che, gli scienziati dicono, sarà presto dominante anche in Italia.

Se già il gruppo a disposizione di Thiago Motta non era particolarmente robusto, l’esplosione del focolaio ha reso le operazioni particolarmente complicate. D’altra parte il calciomercato condotto da Riccardo Pecini è in procinto di regalare diversi rinforzi: i prestiti di Reca, Piccoli e Colley dall’Atalanta e quello di Frattesi dal Sassuolo.
A questi si aggiunge una pista francese, quella che porta al terzino destro Kelvin Amian del Tolosa. Ventitreenne difensore di piede destro, capace di disimpegnarsi anche da centrale, sarebbe stato segnalato proprio dal nuovo tecnico aquilotto e avrebbe tutte quelle caratteristiche ricercate per il progetto a lungo termine dello Spezia. Un affare che rappresenterebbe solo un assaggio della forte attenzione al mercato estero, prerogativa sia dei Platek che dello stesso Pecini, in passato capace di portare grande valore aggiunto alla Sampdoria proprio su questo terreno.