Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto
Cds in ritiro

Dalla Val Venosta: “Un innesto per ruolo e fiducia in Thiago”

Giulio Delfino

“La notizia è uscita ieri mattina, mentre ero in machina. Certo mi sono rabbuiato. Ma dopotutto il nostro DNA è la sofferenza”. Si fa filosofia sui gradoni del centro sportivo del Garden Park Hotel di Prato allo Stelvio. Giulio Delfino è uno dei tifosi spezzini in crisi di astinenza che ha raggiunto la Val Venosta per seguire la squadra nei primi giorni di ritiro. In autostrada la notizia dello stop al mercato per due anni comminato dalla FIFA allo Spezia Calcio non ha smorzato la curiosità.
“Erano anni che ci chiedevamo cosa sarebbe stato il dopo Volpi. C’era un grande punto interrogativo, memori di esperienze poco edificanti negli anni passati. I Platek sono sembrati subito persone serie. La gestione della vicenda Italiano ha dimostrato il loro polso. Sullo stadio è stato fatto un grande passo nei confronti della città, un gesto neanche dovuto. Non sono spezzini, hanno comprato lo Spezia”.

Il calciomercato suscita particolari aspettative. “Cosa serve? Un innesto per ruolo. Anzi, a centrocampo anche di più. Aspettiamo di capire il budget e il desiderio dei più forti di rimanere dopo quello che è successo. Chi è imprescindibile? Nessuno. L’anno scorso dimostra che tutti sono utili. Lo Spezia ha investito soprattutto sul gioco ed è stata la chiave vincente. Ma certo, l’ossatura sarebbe da mantenere. Partire da qualche certezza è particolarmente importante”.
Infine Thiago Motta, il primo vero investimento del club. “E’ un nome che personalmente a me stimola. Tra tecnici che erano stati accostati mi sembra il più azzeccato per la filosofia del club. Chiaramente questa è la sua prima esperienza vera ed è un’incognita”.

Andrea Bonatti

Più informazioni