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Sprugoleria

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Gigi Scarabello: aquilotto, olimpionico e pioniere nel cinema

di Bert Bagarre

Luigi Scarabello - Sergio Landi

Fu notizia quando Pelé o Rey recitò in un film passato alla storia e tutti dissero che quello era il primo caso di un calciatore prestato al cinema.
L’affermazione non è proprio esatta perché questo record è uno dei tanti che appartiene alla landa della Sprugola.
Luigi Scarabello, classe 1916, era di Albiano ma si può considerare sprugolotto a tutti gli effetti perché nella nostra landa si formò come calciatore giocando nella squadra sprugolina che allora militava in serie C. Qua tutti gli abbreviarono il nome in Gigi sì che anche nell’onomastica rivendica un primato: l’essere stato il primo giocatore bravo e famoso con quel diminutivo che oggi è sulla bocca di tutti per successi sia recenti che non abbastanza lontani per cadere nell’oblio. Certo, i Gigi contemporanei stanno in porta mentre lui giocava contro chi rivestiva quel ruolo, ma fu il primo Gigi del football nostrano.
Il primo record conquistato e ancora imbattuto fu l’avere vinto un torneo con la maglia della nazionale quando ancora militava in C: con la divisa azzurra, sotto la guida del mitico Vittorio Pozzo fece parte dello squadrone che nel 1936 trionfò alle Olimpiadi di Berlino, seconda gemma dello splendido trittico di quegli anni per cui vantiamo in collezione fra le Coppe del Mondo, due prestigiose Rimet.
Per le prestazioni, proprio nell’anno olimpico lo prese il Genoa che lo tenne per cinque stagioni prima di cederlo nel ’41 al Taranto.
La carriera di fatto si bloccò lì, complicata, come per tutti altri sportivi dell’epoca, dal secondo conflitto mondiale. Vi partecipò anche Gigi che nel momento difficile non esitò a andare ai monti insieme alla moglie, l’attrice Lilia Silvi, che gli fu in tutto e per tutto compagna di vita. Il loro, infatti, fu un bel matrimonio durato sessant’anni fino alla morte del Gigi nel 2007.
Dopo la guerra venne chiamato dalla squadra della Sprugola per esserne il tecnico. Per la formazione bianca che viveva momenti difficili, e si pensò che l’avere in panchina un nome prestigioso dal bel passato da aquilotto avrebbe potuto superare la crisi. Non fu così ma Gigi allenò la “sua” squadra per ben sette stagioni distribuite dal ’49 al ’66.
Ma aveva già collezionato un altro record passando dal mondo del calcio a quello della macchina da presa. Comparve in alcune pellicole e non solo come attore ma anche come assistente alla regia. Nei film, in cui adottava il nome d’arte di Sergio Landi, recitava con la moglie.
Ultimo record, fu protagonista nel ’52 di un misterioso rapimento mai chiarito.
Fu un grande il Gigi di quei tempi là ma quanti sulle sponde della Sprugola ne ricordano nome e gesta?

BERT BAGARRE