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Pittura come esigenza, a Sarzana una mostra per Gian Carozzi - Citta della Spezia
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Fino al 10 ottobre

Pittura come esigenza, a Sarzana una mostra per Gian Carozzi

Inaugurata negli spazi della Firmafede l'esposizione antologica "Dipingere mi è necessario" dedicata all'artista spezzino. La famiglia: "Condividiamo con entusiasmo la responsabilità di tutto ciò che ci ha lasciato".

“Ci sono momenti in cui provo un desiderio fortissimo d’impastare colori, e allora sono felice perché vuol dire che non sono morto. Dipingere mi è necessario”. Parte da qui, da una frase dell’artista mancato nel 2008, la mostra antologica dedicata a Gian Carozzi che aprirà domani nello spazio espositivo della Fortezza Firmafede a Sarzana, dove potrà essere visitata fino al 10 ottobre.

Curata egregiamente da Lara Conte e Andrea Marmori e sapientemente allestita da Emanuele Martera, che ha seguito anche la parte grafica, l’esposizione è un omaggio antologico all’esperienza creativa di uno degli artisti liguri più rappresentativi della pittura del secondo Novecento. Protagonista dello scenario spezzino postbellico, Gian Carozzi è stato tra i fondatori del Gruppo dei Sette e vincitore nel 1949 del Premio del Golfo con l’opera “Metamorfosi della Grotta Azzurra”, oggi facente parte della collezione del CAMeC. Trasferitosi a Milano è entrato in contatto con Lucio Fontana firmando due manifesti dello Spazialismo, il terzo Manifesto dell’Arte Spaziale (1951) – presente in copia staccabile e conservabile – e il Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione (1952). Dopo un’intensa stagione di lavoro e di frequentazioni in relazione all’entusiasmante clima spazialista – uno dei momenti cruciali delle vicende artistiche italiane postbelliche – alla fine degli anni Cinquanta Carozzi ha lasciato Milano per Parigi, per poi far ritorno nella sua terra una ventina di anni dopo. Nei primi anni Ottanta si è infine stabilito a Sarzana, dove è rimasto con la famiglia fino ai suoi ultimi giorni.

Famiglia che questa mattina ha partecipato all’inaugurazione aperta dal sindaco Ponzanelli che ha parlato di “un sogno realizzato e la conferma di quanto sia importante per la nostra città valorizzare questi spazi straordinari e farlo non con una mostra estermporanea ogni tanto, ma dando continuità e spaziando fra diverse figure. Dopo Banksy – ha aggiunto – figura esterna a Sarzana, oggi valorizziamo un genio locale conosciuto a livello nazionale e internazionale. Volevamo realizzare questo progetto nel 2020 in occasione del centenario della nascita ma è stato un momento particolare e abbiamo dovuto rimandare, siamo quindi orgogliosi di esserci riusciti grazie alla moglie Maria Antonietta e la figlia Giulia, l’archivio Gian Carozzi che ha fatto un lavoro incredibile, e il genio di Lara Conte, Andrea Marmori ed Emanuele Martera”.

“In questi mesi – ha proseguito Giulia Carozzi – siamo stati tutti accomunati da un grande entusiasmo declinato in forme diverse. Ringrazio in particolare il sindaco che l’anno scorso durante la presentazione del libro mi disse “facciamo la mostra”. Ringrazio molto anche Lara Conte che con la pubblicazione della monografia ha gettato le basi scientifiche per questo evento. E poi Andrea che ha portato questa conoscenza raffinatissima dell’arte antica utilizzata per rileggere in chiave contemporanea gli omaggi di mio padre ai grandi del passato. Infine grazie a Emanuele Martera che ha saputo ricreare lo spazio lineare dello studio e della pittura in questo luogo; e a Massimo Biava da sempre legato a Gian e promotore di numerose mostre con la sua galleria. Infine Elena Carozzi che ha piena fiducia nelle attività dell’archivio e a tutti coloro che hanno reso possibile questa mostra”.

“Abbiamo sentito una grande responsabilità nei confronti dell’artista – ha concluso la moglie Maria Antonietta Franchini – e di ciò che ha lasciato. C’è la responsabilità di coloro che in qualche modo devono farsene carico per onorare l’immane lavoro fatto da Gian. Con questa mostra sentiamo di poter condividere con tante persone questa responsabilità, grazie alla passione, l’amore e la competenza con cui ha operato chi l’ha resa possibile. Auspico che la casa archivio possa continuare a vivere di presenze giovani e competenti e aperta col cuore a tutti coloro che vorranno visitarla”.

Un’opera quella di Gian Carozzi che grazie ad un allestimento studiato nei minimi dettagli e a una cura particolare di ogni aspetto (uno specchio consente di vedere il retro dipinto di un’opera), ricostruisce nello spazio lineare della Cittadella la carriera dell’artista attraverso nove sezioni principali, ciascuna sviluppata come un piccolo museo tematico che indaga ogni suo momento creativo.
Dallo spazialismo al primitivismo, dal nudo alla natura morta, dal paesaggio all’antico fino ad alcuni disegni giovanili degli anni della Guerra mai mostrati prima in pubblico. Un percorso pieno di suggestioni e omaggi ad altri grandi dell’arte, perfettamente curato e studiato per delineare il profilo di un personaggio da riscoprire e ricordare nel modo che merita.

La mostra, che avrà anche un calendario di appuntamenti di approfondimento e percorso didattici, sarà aperta dalle 18 alle 23 dal lunedì al venerdì e fino alle 24 nei fine settimana e nei giorni della Soffitta. Il biglietto intero costerà invece 8 euro, cinque quello ridotto che sarà disponibile anche per i residenti a Sarzana.