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A sarzana il 21 luglio

"Quando Letta arrivava al casello in utilitaria, con la stessa semplicità di oggi"

Enrico Letta

La visita del Segretario nazionale del PD Letta a Sarzana – il prossimo mercoledì 21 luglio – per inaugurare la nuova sede cittadina del Partito Democratico in piazza Matteotti e per commemorare il Centenario dei Fatti del 1921, è stata accolta con evidente entusiasmo da dirigenti e militanti sarzanesi del Partito guidato da qualche mese dal professore pisano.
Mi sia consentito però sottolineare personali ragioni di soddisfazione.
Sono stato Segretario provinciale del Partito Popolare Italiano nella seconda metà degli anni 90′, al tempo dell’Ulivo, quando si gettarono le basi del progetto che avrebbe portato alla nascita del Partito Democratico. Letta aveva 30 anni, era vicesegretario nazionale del PPI (allora guidato da Franco Marini, che ricordiamo a Sarzana in queste ore) e poi Ministro per le Politiche Comunitarie, il ministro più giovane della storia repubblicana. Ma – quando lo invitavo da noi – arrivava da solo al casello di Santo Stefano su un’utilitaria; la parcheggiava da qualche parte e saliva sulla mia macchina per essere portato alla Sala Dante o al Centro Allende. Una semplicità nei modi e una capacità di rapportarsi davvero rara, anche oggi.
Più tardi, quando era premier,  subita l”imboscata’ renziana  si ritirò dalla politica attiva andando a dirigere Science Po’ a Parigi. Anche quella reazione testimonia il valore della persona, un approccio diverso dai ‘professionisti della politica’ e la piena libertà di pensiero e di azione di chi non ‘dipende’ dalla politica perché non ne ha bisogno né economicamente, né per trarne prestigio e soddisfazioni perché il prestigio e le soddisfazioni può trarle dal suo mestiere.
Ma anche da Parigi ha continuato a seguire con attenzione le vicende della politica italiana. Si è schierato con Orlando e con Zingaretti nelle vicende congressuali. E pur non sopravvivendo nel PD una componente ‘lettiana’, in tutta Italia sono rimaste idealmente collegate con lui persone che hanno continuato a fare  riferimento alle sue idee e alle sue esperienze, segretamente confidando che un giorno sarebbe tornato a dare un decisivo contributo alle sorti del Partito Democratico.
E anche nella nostra provincia sono diversi coloro che non hanno mai smarrito quel legame ideale durante ‘l’esilio’ francese di Letta: un paio di sindaci fra i migliori, alcuni amministratori ed ex amministratori che hanno ricoperto importanti responsabilità, dirigenti ed ex dirigenti del PD. Pur ‘apparentati’ a chi nel Partito – di volta in volta – si è opposto alla deriva renziana (Cuperlo, Orlando, Zingaretti), i ‘Lettiani irriducibili’ hanno continuato a formulare analisi autonome, a proporre modelli aggiornati di militanza, a lavorare per l’integrità e l’unità del Partito contro ogni spinta disgregatrice.
E sono certo  oggi a maggior ragione continueranno a farlo, ben radicati nella maggioranza del Partito ma sempre propensi a dare un contributo originale all’elaborazione – anche a livello locale – di quella linea plurale che costituisce la principale ricchezza del Partito Democratico.

Paolo Bufano
già Segretario Provinciale P.P.I.