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Giannecchini: "settore lusso ha sofferto"

Estate 2021, decollo lento: "Settembre può diventare il mese più esplosivo"

Albergatori e titolari di affittacamere assistono ad un inizio di stagione lento e misurato: a giugno c'erano gli italiani, ora gli stranieri di prossimità ma chi manca è il turista internazionale, quello con più soldi in tasca e senza l'ansia meteo.

Turisti al traghetto

In fondo l’estate vera e propria è iniziata soltanto venti giorni fa ma chi vive di turismo i conti ha già cominciato a farli da un pezzo. Da queste parti non si è mai “buttato via” nulla e la stagione finiva per contemplare anche un bel pezzo di primavera e d’autunno, grazie alla bontà del clima e ad un visitatore sempre più proiettato verso le infinite possibilità dell’outdoor. Fare sport all’aria aperta, godersi il mare fuori dalla stagione delle masse, tutti plus che avevamo cominciato ad apprezzare per buona parte degli anni ’10. Fino a quando il Covid non è entrato nelle vite e nelle tasche di ognuno di noi, specialmente dei tanti che hanno visto nel settore recettivo la ragione per rimanere e magari investire i propri risparmi nel momento forse più importante di esplosione della liguria di levante. Che estate si sta profilando alla Spezia e nel suo comprensorio? Nelle scorse settimane le associazioni di categoria hanno fatto il loro quadro, ora è venuto il momento di chiedere a chi ogni giorno è operativo sul campo: “Finora assistiamo ad una timida ripresa – spiega Paolo Piscopo, general Manager di Affittacamere Casa Danè e membro del Consorzio Welcome to La Spezia – questo è il termometro della situazione, almeno sino alla settimana scorsa. Da questa settimana i segnali sono più confortanti. Il problema principale è che non circolano ancora i veri e propri turisti stranieri ma solo stranieri di prossimità. Si vedono ormai tutti i giorni francesi, tedeschi, austriaci e qualche croato che arrivano in macchina e spendono relativamente. Il vero turista, quello che viene da più lontano, quando approda in Italia si ferma un mese e quel mese se lo vive appieno, a prescindere dal meteo: penso ai visitatori scandinavi, sudcoreani, australiani. Da quello che al momento riusciamo a capire, supponiamo che questi turisti arriveranno a tarda estate, specialmente a settembre. E dunque c’è il “rischio” che si faccia un finale d’estate esplosivo”. Dall’extralberghiero all’hotelleria il passo è breve: “Abbiamo iniziato a lavorare di più nelle ultime tre-quattro settimane, prima giorni ottimi e giorni terribili a parte maggio che è stato lentissimo a ripartire – spiega Daniele Martinelli, titolare dell’Hotel Nella alla Foce -. Il meteo ha fatto la differenza. Le attese principali sono per la fine di luglio e le settimane centrali di agosto, durante la settimana lavoriamo di piu sul business poi nel weekend arrivano i turisti. Gruppi? Abbiamo ricevuto richieste dal mese di settembre sino a fine ottobre: numeri molti più bassi rispetto ai tempi pre-Covid. E anche comitive decisametne più piccole, dai 45-50 di un tempo ad un massimo di 35 persone. Rispetto allo scorso anno ricontriamo piu soggiornanti per ragioni di lavoro e un turismo che va ad ondate e guarda il meteo. Settembre può essere un mese importante, sperando naturalmente che il virus non riemerga e i governi non decidano di chiudere”.

In sintesi, col senno di poi un anno fa si guardava all’estate 2021 con maggior fiducia di quella che nei fatti è la situazione: “Sia il settore alberghiero che quello extra ricettivo si aspettava una stagione diversa e le aspettative erano maggiori – ammette Gianluca Giannecchini, esperto di turismo -, si pensava di poter lavorare e di fare un buon giugno che in realtà è stato comunque debole, eccezion fatta per i weekend con utenza italiana e molto attenta al meteo. Col mese di luglio sono aumentate le richieste di pernottamento, finalmente anche nei giorni infrasettimanali. Agli italiani si è aggiunto comunque un turismo di prossimità, quindi francesi, spagnoli, olandesi e tedeschi”. Un luglio che comunque partito timido: “Con il turismo straniero qualcosa inizia a muoversi. Da rilevare la novità che arrivano le prime conferme dei gruppi: i tour operator confermano presenze di comitive in agosto che poi proseguiranno anche a settembre. Parliamo di operatori internazionali che lavorano su America, Sudafrica e Australia: quindi vuol dire che di là si sta muovendo veramente qualcosa e questa sarebbe veramente la notizia più importante”. Inevitabile che più salga il livello più si avverte la fatica: “Il settore lusso ha sofferto perché mancando gli stranieri sono calate le possibilità di business quindi anche hotel di livello hanno sentito molto l’infrasettimanale per poi rifiatare con degli ottimi weekend. Chiaro che per quel tipo di strutture i fatturati sono fondamentali per mantenere il livello quindi sicuramente è stato uno dei segmenti più colpiti come del resto quello croceristico. C’è da dire che le prospettive per il 2022 parlano di una buona ripresa. Ci tengo a sottolineare anche l’importanze del lavoro delle agenzie di viaggio che ci stanno dicendo che iniziano a dialogare con le persone per informazioni sui tour, sui battelli per andare nelle isole. Infine dobbiamo anche fare i conti con i problemi infrastrutturali che riguardano le nostra autostrade, le code e i disagi che nei weekend ma anche nei giorni feriali sottopongono pendolari e turisti ad uno stress che ben conosciamo”.

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