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I furbetti della tassa di soggiorno, mancano all'appello 100mila euro - Citta della Spezia
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Economia

I furbetti della tassa di soggiorno, mancano all’appello 100mila euro

Speziarisorse ha aggiornato i conteggi dei versamenti: sono 26 gli operatori segnalati alla Corte dei conti. Uno di loro deve al Comune oltre 11.500 euro.

Turisti in Piazza Brin

Ammonta a quasi 100mila euro il totale della tassa di soggiorno non versato da parte delle strutture ricettive spezzine. Anzi, a dire il vero il mancato versamento è da attribuire solamente a 26 operatori turistici degli oltre 150 che sono iscritti nei registri della questura e dell’amministrazione comunale. Il conteggio del credito spettante alle casse municipali è stato fatto nei giorni scorsi da Speziarisorse, la società pubblica di riscossione dei tributi concessionaria della gestione dell’imposta per conto di Palazzo civico, prendendo in esame i quattro anni compresi tra il 2016, anno di istituzione del balzello, e il 2019, ultimo esercizio contabilizzato.

Il totale dei mancati versamenti nel periodo è di 99.428 euro e tra i “cattivi pagatori” ci sono anche operatori che devono versare a Speziarisorse, e di conseguenza al Comune, migliaia e migliaia di euro.
E’ il caso del titolare di una struttura ricettiva, segnalato alla Corte dei conti nel febbraio scorso, che si trova indietro con i pagamenti di ben 11.544 euro, accumulati quasi tutti tra il 2018 e il 2019.
Segue un altro operatore segnalato alla magistratura contabile e debitore per 5.031 euro, accumulati tutti tra il 2016 e il 2017.
Terza piazza, in fatto di entità del dovuto, per un titolare che deve versare poco più di 2mila euro, frutto dei mancati pagamenti degli ultimi due anni.
L’elenco prosegue con importi decisamente inferiori, anche nell’ordine del singolo euro, ma che, sommati tra loro, arrivano a sfiorare i 100mila euro.

L’imposta di soggiorno, istituita non senza discussioni, è divenuta col passare degli anni una voce di bilancio sempre più importante, sia per l’entità crescente, sia per l’utilizzo di una parte del “tesoretto” d’intesa con le associazioni di categoria per lo sviluppo dell’attività turistica. Con la crescita del turismo e l’incremento formidabile dei pernottamenti sul territorio comunale l’imposta ha portato nelle casse di Piazza Europa sempre più denaro nonostante sia stata portata da 3 a 2,5 euro per le prime cinque notti.
Nel 2019 l’ammontare dell’imposta era arrivato a ben 1,9 milioni di euro, ma nel 2020 le stime (e i conteggi) si sono fermate a 600mila euro.
Viste le enormi difficoltà patite dal settore turistico nel corso delle ultime due stagioni, è ancora più evidente quanto sia importante recuperare il versamento di quei 100mila euro.

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