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Bellezza fragile

Lerici cerca Pisa per studiare la falesia tra castello e Maralunga

L'idea di una convenzione con l'università che aiuti a capire come intervenire efficacemente per mitigare il rischio.

Spiaggette San Giorgio

Una zona incantevole, ma fragile, il tratto di litorale tra il castello di Lerici e Maralunga, dove sorgono tre spiaggette di cui soltanto una, quella più occidentale, è attualmente praticabile (per effetto dell’ordinanza sindacale che viene appositamente emanata da qualche stagione a questa parte). Intento dell’amministrazione è “procedere alla progettazione di interventi di messa in sicurezza delle falesie tra Lerici e Maralunga al fine di ridurre il rischio residuo dovuto ai possibili crolli sule spiagge ad uso pubblico sottostanti le falesie”: così si legge nel recente atto di indirizzo approvato dalla giunta che da il La alla stipula di una convenzione tra ente comunale e Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Pisa per uno studio geologico-strutturale della parete del tratto considerato. Un tratto, si ricorda, “interessato da movimenti franosi per i quali sono state eseguite procedure di consolidamento e messa in sicurezza da parte dei proprietari dei terreni interessati, alcune delel quali tutt’ora in corso. Inoltre in tale zona vi è un notevole transito di persone che intendono accedere alle spiaggette”, l’accesso a due delle quali, quella centrale e quella orientale, è interdetto e transennato.

Nero su bianco e allegata all’atto di indirizzo la bozza della convenzione con l’ateneo pisano (costo per il Comune, si legge nel testo, pari a 12.250 euro), in cui si illustrano le attività di studio immaginate, vale a dire, in breve: verifica dei rilevamenti geologici e geologico-strutturali esistenti delle falesie tra Lerici e Maralunga; raccolta dati da terra, mare e da remoto ed analisi delle strutture principali e dei sistemi di fratturazione che caratterizzano il sistema di falesie tra Lerici e Maralunga; impostazione del modello geo-strutturale del sito di studio finalizzato alla costruzione di un modello di interpretativo relativo alle discontinuità strutturali di interesse per la problematica delle instabilità e dei crolli. Un complesso di attività che andrebbe a restituire una serie di elaborati, cioè carte geologico-strutturali a varie scale, elaborazione dei dati geologico strutturali, relazione preliminare relativa agli aspetti geologici del progetto di studio e alla definizione dei sistemi strutturali che possono originare fenomeni di instabilità nel tratto sopra le spiagge interdette, infine una relazione conclusiva, da consegnare entro i sei mesi dalla firma dell’intesa tra Dipartimento e Piazza Bacigalupi.

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