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Lettere a cds

"Raccontare tutto sulla propria salute prima dell’iniezione? Un po’ di chiarezza"

Centro vaccinazioni Ex Fitram

Buongiorno,

ho letto Emanuele Pontali, direttore Malattie Infettive all’Ospedale Galliera, che dice “Prima dell’iniezione (del vaccino, ndc) bisogna raccontare tutto sulla propria salute. E’ molto importante raccontare tutto al medico che fa l’anamnesi prima della vaccinazione: meglio dire qualcosa di inutile, piuttosto che omettere un’informazione importante sul proprio stato di salute o sui farmaci che si assumono”. Bene, molto bene. A cosa potrebbe servire tutto ciò? Penso al caso, non raro, di persona non ammalata in modo conclamato tale da essere inserita in quel famoso elenco di estremamente fragili. E, poi, mi domando se veramente i medici di base sono stati così solleciti, previdenti ed informati da compilare questo famoso elenco con dati veritieri, perché, personalmente, mi risultano casi eclatanti totalmente ignorati…

Quindi, c’è il caso di una persona non fragilissima ma, comunque, portatore di piccole magagne che potrebbero generare un bel casino se a questo viene iniettato un vaccino invece di un altro. Allora, si prepara la sua listarella con medicine, malanni, ecc., pronto a discuterla col medico dell’hub vaccinale. Ma, non è così. Il medico presente in struttura si occupa solamente di accertare la presenza delle firme di accettazione della pratica. Allora, chiedo al nostro presidente Toti, in qualità di assessore alla sanità ad interim, ed ai vertici di Alisa e dell’Asl5 Spezzino: chi ha ragione? Un po’ di chiarezza, dopo i tanti morti sacrificati sull’altare della sperimentazione non fatta, sarebbe oltremodo necessaria.

Riccardo Pratesi