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Intoppi legati al capacity market, l'addio al carbone si allontana - Citta della Spezia
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Intoppi legati al capacity market, l’addio al carbone si allontana

Enel ha incontrato i sindacati e ha spiegato che c'è il rischio che scadano i termini per la presentazione dell'autorizzazione dell'impianto a gas e ha ribadito la strategicità del sito spezzino.

Molo Enel

Lo spegnimento del gruppo a carbone della centrale Eugenio Montale di Vallgrande sembra allontanarsi ulteriormente. Ancora una volta l’eco delle questioni energetiche nazionali rimbalza e influisce sul destino dell’area Enel spezzina. Una conseguenza banale, quasi scontata, che non sembra però essere tenuta in grande considerazione dalla politica che recita in riva al Golfo.

Dopo la comunicazione tecnica con cui Terna ha incastonato nella maniera più evidente possibile la questione spezzina nel contesto tecnico ed energetico nazionale (leggi qui) il dibattito politico è proseguito sui binari di sempre, miope e passivo.
Nel frattempo, alcune settimane fa si è appreso della rinuncia di Tirreno Power ai progetti di centrali a turbogas a Vado Ligure e Civitavecchia (leggi qui), notizia che non ha mosso foglia tra la maggioranza e la minoranza di Palazzo civico. Come se la cosa non interessasse da vicino anche il futuro degli spezzini.
E’ del 27 maggio, invece, l’incontro che si è svolto a Roma tra i rappresentanti sindacali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil ed Enel per un aggiornamento sull’iter autorizzativo in corso per l’installazione dei nuovi turbogas della Spezia e di Fusina in relazione all’aggiudicazione dell’asta del capacity market del 2023.
L’azienda ha informato che “l’iter autorizzativo per i due turbogas di La Spezia e Fusina – riferiscono le sigle -, in ragione del regolamento della gara dell’asta del capacity market, che prevede di presentare l’autorizzazione entro fine giugno 2021, pena decadenza della gara, è in ritardo per cause non attribuibili all’azione aziendale ma ai tempi della “burocrazia autorizzativa” dovuti anche all’effetto della pandemia”.
In questo nuovo contesto Elettricità Futura (la principale associazione del mondo elettrico italiano) ha avanzato al governo e al Mite una richiesta di proroga rispetto ai tempi del regolamento della gara indetta da Terna per non azzerare l’attribuzione della gara per i siti in oggetto (e con l’esercitazione delle penali da pagare a carico dell’azienda).
Analoga iniziativa è stata intrapresa da Enel nei confronti del Governo e del Mite per sollecitare l’ottenimento della proroga per non ricominciare da capo il processo di aggiudicazione delle aste del capacity market.
Enel ha poi confermato “la strategicità del sito spezzino e la sua vocazione energetica
per ospitare un polo integrato innovativo nell’ambito del processo della transizione energetica con l’obbiettivo della decarbonizzazione”. Parole che rafforzano dunque le intenzioni dell’azienda di realizzare alla Spezia l’impianto a turbogas avversato da centrodestra e centrosinistra locali e che al contempo lasciano intendere un allungamento dei tempi di dismissione del gruppo a carbone. Un’ipotesi che trova immediata conferma nella calendarizzazione di due nuovi carichi di carbone al Molo Enel tra l’inizio di giugno e il prossimo mese di luglio. E dire che era oltre un anno che una carboniera non attraversava il varco di Punta Castagna. Il ricorso alla centrale Enel spezzina rimarrà sporadico, in occasione dei picchi di consumo nazionali, e viene davvero difficile pensare che la bocca della ciminiera sarà tappata entro la fine del 2021, come era stato inizialmente promesso. Più probabile che si avveri la profezia del responsabile Sostenibilità e Affari istituzionali di Enel, che ha fissato la fine della combustione del carbone alla Spezia entro il 2023 (leggi qui).

Sia sui processi di dismissione delle centrali che sulle modalità di attuazione della transizione energetica c’è grande confusione e per questo i sindacati hanno in mente un’iniziativa forte che coinvolga il Mite per un aggiornamento in merito all’obbiettivo dell’uscita dal carbone, il sostegno allo sviluppo delle rinnovabili e la presenza di energia prodotta da impianti a gas nel capacity market.