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Biologia marina e oceanografia, il Capellini Sauro ‘nutre’ Wikipedia

Non più soltanto fruitori, gli alunni diventano editori.

L'alga rossa Halymenia floresii raffigurata da Pecunia Van Bach

Wikipedia, l’enciclopedia più usata al mondo e da anni fra i primi risultati sui motori di ricerca, ha compiuto di recente venti anni ed è oramai diventata un mezzo primario per l’informazione e per l’apprendimento. Nel 2013, per esempio, la voce sul distretto biomedicale della provincia di Modena, che ottenne molte visite in seguito alla scossa che colpì la zona, fu scritta da una classe di una scuola locale, in uno dei primi progetti portati avanti sul tema in Italia. Molti anni dopo, Wikimedia Italia, una delle associazioni attive per la promozione della cultura libera, ha proposto un bando Wiki-Imparare 2020, per finanziare corsi nelle scuole per favorire la comprensione dei progetti dei volontari che la fondazione Wikimedia tutela e supporta, in primis Wikipedia.

Grazie a queste iniziative gli studenti possono adottare una pratica di lavoro critico sulle voci, utilizzando Wikipedia in maniera funzionale ma anche molto formativa per la didattica, per esempio con un lavoro collaborativo per individuare le voci da migliorare, o mancanti. La maggior parte di questi progetti tuttavia è di taglio più umanistico, mentre l’I.S.S. Capellini-Sauro della Spezia ha una tradizione da qualche anno di attività di didattica su Wikipedia in ambito scientifico, grazie alla collaborazione di Giulia Castiglioni, docente di chimica dell’istituto. Dopo un’attività nel 2018 sulle rappresentazioni delle molecole organiche e la creazione di immagini per corredare le voci di Wikipedia, quest’anno scolastico è stato il turno della classe 4BLS con un’attività interamente svolta in linea sul tema della biologia marina e dell’oceanografia con lezioni teoriche di Chiara Lombardi (Centro Ricerche Ambiente Marino ENEA di La Spezia) e di Franco Borgogno (giornalista ed educatore scientifico) sui temi centrali della salvaguardia degli ecosistemi marini, i fenomeni di acidificazione, la perdita della biodiversità, il problema delle microplastiche e l’innalzamento delle temperatura. A queste si è aggiunta una seconda parte di formazione wikimediana propedeutica alla modifica di pagine inerenti le tematiche del progetto, con la collaborazione di due tutor wikimediani, Mascha Stroobant ed Alessandro Marchetti. Con queste iniziative gli studenti apprendono come padroneggiare al meglio il vasto mondo di informazioni reperibili in rete e come le conoscenze acquisite a scuola possano avere un riscontro immediato nel mondo attuale: da fruitori passivi di Wikipedia, i ragazzi ne sono essi stessi diventati editori, scoprendo nel contempo il mondo della ricerca scientifica e della redazione di contenuti di Ocean Literacy.

Sulla base di argomenti e materiale proposti dai tutor, i ragazzi hanno scelto cosa approfondire redigendo dei testi corredati di fonti accademiche e giornalistiche che sono poi stati vagliati per il riuso finale. Fra i contenuti più strutturati trasferiti nelle voci finali dell’enciclopedia, vi sono quelli integrati nelle voci Bufo Bufo (Giole Gregorini), delphinidae (Gaia Mette), microplastica (Lorenzo Rossi e Daniele Mascolo), barriera corallina (Giacomo Bugliani e Glanda Pioli) e alga (Sofia Briata). Si tratta di un piccolo passo per il miglioramento della qualità scientifica delle voci di Wikipedia in italiano, di cui gioveranno i loro colleghi negli anni successivi.

Infine, una terza e ultima parte del progetto è stata dedicata al mondo dell’illustrazione scientifica, indagando il ruolo delle licenze e della ricerca in rete di infografiche e fotografie di alta qualità, e illustrando la connessione fra questo aspetto e la ricerca bibliografica. Nello specifico, un modulo interamente dedicato all’illustrazione botanica è stato curato dal Maestro belga Dominique Stroobant, scultore e fotografo di fama internazionale, residente a Carrara. Particolare interesse nell’ambito del progetto è stato rivolto al disegno scientifico di alghe, con alcuni elaborati di buona qualità che hanno anch’essi arricchito l’archivio delle piattaforme Wikimedia.