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La lettera: "Per Via Prosperi auguriamo un progetto diverso da quello che esalta Corbani" - Citta della Spezia
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La lettera: "Per Via Prosperi auguriamo un progetto diverso da quello che esalta Corbani"

Borgo Baceo

Leggiamo con stupore quanto ha detto il consigliere comunale Corbani, novello Attilino (in quanto Attila era altra cosa) sulla stampa on line riguardo al contestatissimo maxi progetto edilizio di via Prosperi e di lui ci stupisce non tanto la protervia con cui loda una sorta di “piccone risanatore” quanto il fatto che usi un tempo certo (e cioè l’indicativo futuro) per dire che gli spezzini non vedranno più l’area degradata di via Prosperi, a proposito della quale parla di ruderi, affermando di non usare per essi soprannomi fantasiosi, perché i Liguri sono gente concreta.

Precisato che la gente ligure è certamente concreta ma anche critica e dotata di una certa capacità di godere il “bello e buono” urbanistico, siamo davvero perplessi di fronte all’intervento a gamba tesa del consigliere sulla questione, inserita in modo un po’ forzato nella polemica tutta interna alla maggioranza del sindaco Peracchini, polemica dalla quale ci asteniamo.

La nostra domanda è: ma il consigliere sa che si sta dando avvio ad una Vas e, in essa, ad una Inchiesta pubblica (così almeno sembra) riguardo a Borgo Baceo (e quindi via Prosperi)? Dunque, quando dice che i ruderi di via Prosperi saranno finalmente riqualificati dopo decenni di non decisioni, si riferisce in tono laudativo al progetto che raddoppia l’indice di edificabilità approvato nel novembre scorso dalla maggioranza comunale di cui fa parte o tiene conto di tutto il cammino che attende tale progetto e che potrebbe modificarlo, e noi ci auguriamo che così avvenga, ampiamente? Riqualificare via Prosperi non significa infatti costruire due maxipalazzoni di otto piani e uno di cinque piani, con qualche riquadro di verde succedaneo, ma dare vita ad un progetto di portata ideale e pratica ben diverso da quello che il consigliere, simbolo di devastante concretezza (perché dilapida storia, memoria e verde), esalta.

Un gruppo di cittadini di Canaletto:
Maria Cristina Mirabello, Alessandro Bertelà, Roberta Mosti, Mauro Martone, Mauro Tomà

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