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Una storia spezzina

Una storia spezzina

Bonaparte di nome e… cognome

di Alberto Scaramuccia

Napoleone

Il prossimo 5 maggio ricorre il 200° della morte di Napoleone Bonaparte, avvenuta quando era confinato a Sant’Elena dove l’assalì il ricordo dei bei giorni: una ben misera fine per chi aveva avuto il mondo nelle mani e si ritrova segregato su un poco più che scoglio dove, non sapendo che cosa fare, s’inventa un solitario divenuto famoso e detta al segretario i suoi Mèmoires.
Lì il grand’uomo, nato nella corsa Ajaccio, afferma che “nelle sue vene per parte di donna scorre sangue di famiglia papale” riferendosi all’antenato sarzanese Giovanni Bonaparte che nel 1397 aveva sposato Isabella Caladrini, “strettissima parente” di papa Niccolò V Parentuccelli perché i Bonaparte venivano da Sarzana.
Un centinaio d’anni fa Francesco Mozzana, uno studioso della zona, ricostruisce di quella famiglia la genealogia che, per quanto ne so, è la prima ad essere scritta sull’argomento.

Tutto ha inizio quando, siamo agli inizi del Duecento, tale Gianfardo emigra da Marciaso, borgo di Fosdinovo, per stabilirsi a Sarzana dove gli nasce un figlio che chiama Bonaparte, nome proprio che dalla generazione successiva diventa il cognome che avrebbe fatto tremare il mondo pochi secoli dopo. Nel frattempo, comunque, i Bonaparte diventano un casato importante.
Infatti, già nel 1296 troviamo un Giovanni di quella schiatta che tratta la pace fra Nicola e Carrara, due centri impegnati a litigare fra loro per motivi di confine. Giovanni è l’arbitro che crea l’equilibrio fra le contrapposte ragioni sì che da allora Nicola, riconoscente, si assoggetta di buon grado a Sarzana.
Non bastasse gli eredi di Gianfardo già nel 1320 sono proprietari di una torre merlata che con “le fabbriche attigue” sta davanti alla chiesa di Sant’Andrea. Venne poi demolita ma un secolo fa della costruzione posta in via Mazzini si conservavano “grosse muraglie di pietre quadre annerite dal tempo”.
I documenti attestano che per i secoli successivi la famiglia rimase a Sarzana rivestendo ruoli importanti: canonici, notai, pure capi degli Anziani.

Tutto cambia quando nel 1529 la repubblica di Genova manda Francesco Bonaparte a Ajaccio come Commissario con compiti politici e militari. Costui porta con sé la famiglia in Corsica e, morendo, lascia tutto al figlio Gabriele che nel 1567 vende al cognato Francesco Montano tutti i beni posseduti a Sarzana. È proprio da questo Gabriele che ha origine il ramo corso della famiglia Bonaparte. A questo punto resta una domanda: come sarebbe stato il mondo se Genova non avesse spedito Francesco in Corsica? Ci sarebbe stato lo stesso un Napoleone o la ruota della storia dipende dai cognomi?