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Giornata sicurezza del lavoro

Cgil: "Amianto problema centrale alla Spezia, anche in arsenale"

Arsenale militare

“Oggi è la giornata mondiale per la salute e sicurezza del lavoro e la Cgil è sempre in prima linea per tutelare il diritto a lavorare in sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori.” Così Lara Ghiglione, Segretaria Generale della camera del Lavorio, che continua: “La pandemia ci ha imposto il tema della protezione dei lavoratori dal Covid, specialmente per quelli che operano nei settori più a rischio, non solo quelli sanitari; speriamo che presto si possa procedere con una campagna di vaccinazione di massa anche nelle aziende a partire dai lavoratori più esposti, che ovviamente dovrà seguire il piano nazionale che da priorità alle fasce deboli. Anche l’amianto rimane un tema centrale: tutte le costruzioni pubbliche e private sino agli anni 90 sono a rischio. I lavoratori edili sono i più esposti e servono percorsi di formazione, soprattutto per lavoratori stranieri che hanno meno contezza del problema. A Spezia il problema è molto presente anche nei cantieri navali ed in Arsenale. Da tempo chiediamo che le bonifiche siano completate” Continua la Ghiglione: “C’è poi il fronte della prevenzione, a partire dalla carenza di organici degli organismi ispettivi. Al Psal spezzino (Struttura Complessa Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro) lavorano attualmente sette tecnici della prevenzione, un ingegnere ed un dirigente medico; circa la metà del personale presente nel 2010. Nel TdP (Sicurezza lavoro, igiene pubblica, sicurezza alimentare e sanità veterinaria) ci sono venti unità, anche qui quasi dimezzate rispetto al 2010. E’ chiaro che gli organici devono essere da subito ampliati in modo tale da garantire un servizio prevenzione efficiente ed efficace.” Fabio Quaretti, Segretario di organizzazione della Cgil spezzina: “Sul fronte della prevenzione occorre anche valorizzare il ruolo degli Rls di sito e territoriali perché gran parte degli infortuni avviene a causa di un sistema di appalti e subappaltatori ormai fuori controllo. È indispensabile che i lavoratori segnalino fin da subito gli infortuni al Patronato, in modo da garantirsi un pieno risarcimento anche delle malattie professionali. La pandemia ci impone anche di porre attenzione sulle patologie connesse allo smartworking, troppo spesso sottovalutate.”

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