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Politica

Lista Sansa: "Regione bypassa la tutela del paesaggio"

Roberto Centi

“Il disegno di legge 59, al suo articolo 9, propone una sostanziale deregolamentazione nelle aree classificate come entroterra. Qui infatti non varrà più il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico. E’ un cambiamento pericoloso, all’interno di una regione dove la percentuale di suolo occupato rispetto al territorio disponibile e pari all’8,3% e superiore alla media italiana (7,6%). Questo articolo inoltre viene presentato mentre manca ancora il nuovo Piano Paesaggistico, che la Regione dovrebbe approvare in base al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, così Selena Candia, Consigliera regionale della Lista Sansa, questa mattina durante la seduta del Consiglio dedicata alla discussione delle modifiche alla legge Urbanistica. Un intervento sottoscritto anche dagli altri consiglieri della Lista, Ferruccio Sansa e Roberto Centi.

“Non è la prima volta che la Regione cerca di bypassare la tutela del paesaggio, visto che la giunta Toti aveva già cercato di passare alla Regione le competenze della Sovrintendenza in termini di autorizzazioni paesaggistiche – spiegano – . Così facendo si rischia, ancora una volta, di ritrovarci con una norma incostituzionale. Il governo del territorio è materia di competenza legislativa concorrente tra Stato e Regioni secondo l’art. 117 della nostra Costituzione. Se una legge è impugnata, perché non volutamente chiara nella suddivisione delle competenze e dei limiti di intervento, questo comporta dei ritardi e dei periodi di vuoto normativo che non aiutano di certo i liguri e le nostre imprese”.

Non è la costruzione di nuovi volumi a rilanciare l’entroterra, ribadiscono i consiglieri della Lista Sansa: servirebbero invece servizi di prossimità come scuole, trasporti e ambulatori.

“Bisognerebbe dare ai comuni un supporto maggiore attraverso personale tecnico adeguato e puntare su altri strumenti come la strategia per le aree interne (ferma ormai da tempo) che vuole valorizzare potenzialità del nostro territorio spesso anche molto diverse se si va dall’imperiese allo spezzino: un’unica soluzione per tutti sembra alquanto riduttiva e superficiale. Si potrebbe ipotizzare un patto per il lavoro per il settore agricolo rivolto ai giovani come si è fatto per il turismo, quello sì che potrebbe aiutare”, spiegano.

Sono molti i siti di pregio nell’entroterra, così come le valli sono piene di dismesso industriale o di dismesso commerciale. Basti pensare alla Valle Scrivia, o alla Val Bormida; a comuni come Altare e Rossiglione.

“Siete davvero sicuri che la soluzione per il rilancio delle attività produttive nell’entroterra sia utilizzare nuovo suolo, terreni ancora incontaminati o forse sarebbe meglio riconvenire i siti esistenti abbandonati da anni? Anche perché queste aree sono in zone pianeggianti e vicino ad importanti assi viari; una caratteristica importante anche per le imprese moderne. Costruire senza riconvertire il vecchio toglie valore. Lo stesso vale per gli spazi commerciali e di vendita dei prodotti del nostro entroterra. In tutti i Comuni sono presenti locali dismessi, ex latterie, panetterie…ecc. Perché non fare un piano per reinserirli nel mercato invece di costruire nuovi edifici? Il valore al metro quadro nel nostro entroterra è già bassissimo anche meno di 500 euro a volte. Costruire di più significa deprezzare maggiormente”, spiega Candia.

“Concludo dicendo che trovo preoccupante che la Regione, all’interno del nuovo Psi, non parli di resilienza e di infrastrutture contro i cambiamenti climatici in atto. Si pensa ad aggiungere volumi e a impermeabilizzare nuovo suolo anziché a opere comuni e necessarie per tutelare la vita dei liguri”.

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