LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto
Una situazione complessa

Palazzina crolla a Vezzano, rischiato l’effetto domino

Parla il sindaco Bertoni: "Stabile in mano ai curatori fallimentari del proprietario al quale apparteneva l'area. C'è forte preoccupazione. Saltata anche una parte di viabilità che dà sfogo al traffico quando la Ripa è chiusa".

Il crollo della palazzina di Vezzano Ligure è avvenuto in due fasi. La seconda è stata più massiccia e ha tranciato anche i cavi dell’illuminazione elettrica, lasciando al buio per un’ora e mezzo una parte della popolazione . Una ferita difficile da rimarginare per il borgo che da anni osserva lo stabile e vive con il fiato sospeso, ma l’aspetto più difficile da superare è fare in modo che la proprietà intervenga in tempi rapidi. Ed è a questo punto che subentra un altro problema: il plesso è di un privato, in fallimento da anni. Il sindaco Massimo Bertoni in mattinata dovrebbe incontrare i curatori fallimentari per trovare una strategia per la messa in sicurezza e quantomeno garantire la viabilità su un’arteria fondamentale per accedere alla parte alta di Vezzano.
Il crollo, che fortunatamente non ha provocato feriti e vittime a poca distanza dalla scuola elementare, è avvenuto questa mattina alle 3 circa e il boato ha richiamato in strada alcuni abitanti della zona. L’area adesso è tutta chiusa, transennata e la viabilità inibita. La disposizione in questo caso arriva dalla Provincia della Spezia. Adesso per raggiungere il borgo di Vezzano è necessario passare da Fornola e Buonviaggio.

A fare il punto della situazione è il sindaco Massimo Bertoni, contattato da Città della Spezia. “Il crollo è avvenuto in un momento in cui fortunatamente nessuno poteva essere in strada – ha esordito -. Il problema è che purtroppo non possiamo intervenire direttamente e sgombrare. Dobbiamo procedere con cautela perché ci sono delle porzioni di fabbricato pericolose. Lo stabile è di una società privata di fuori provincia, in fallimento. La situazione è dunque delicatissima e dobbiamo appellarci alla sensibilità del curatore e del giudice fallimentare. A preoccuparci ci sono anche altri immobili contigui che non sono in condizioni di tranquillità”.

Lì attorno sono presenti anche sedi di associazioni, tra queste la Pubblica assistenza di Vezzano Ligure. “L’associazione – ha aggiunto il sindaco – si è già fatta carico, mesi fa, di incaricare delle ditte perché si sono resi conto che la struttura era a rischio e che poteva presentarsi un ‘effetto domino’. Il palazzo successivo è stato imbrigliato dall’amministrazione comunale precedente, con una protezione in ferro tubi, ma non abbiamo la contezza che se con un effetto domino si sarebbe salvata. La preoccupazione è forte”.

Oltre allo shock per quanto accaduto, si pensa ai provvedimenti immediati che potrà fare l’amministrazione. Tra le preoccupazioni più forti c’è anche la viabilità della provinciale 16: un’arteria fondamentale. “A breve verranno messe due ordinanze – ha spiegato il primo cittadino -: una sarà per la messa in sicurezza degli immobile da parte dell’amministrazione comunale, ce ne sarebbe un’altra da tempo, sull’altro immobile, ma è disattesa da anni. Alla nostra azione si aggiunge quella della Provincia che attualmente blocca la circolazione veicolare. Giunti a queste condizioni, si rinnova il mio appello affinché il giudice oppure il curatore fallimentare intervengano rapidamente. La provinciale 16 è una valvola di sfogo importantissima quando la Ripa è chiusa, non è una viabilità di carattere secondario che soddisfa solo il traffico di paese. Mi auguro che le azioni delle ordinanze diano dei frutti”.

Uno squarcio nel cuore di Vezzano, una situazione complessa della quale tutti attendono una soluzione definitiva che si osservava da anni. Al momento comunque non sono previste evacuazioni da altri stabili. “La pericolosità non è tale da imporre un cambiamento del genere. Le verifiche però andranno fatte dai tecnici – prosegue -. Questi palazzi sono abbandonati da anni ed erano immobili di prestigio. C’erano progetti importanti su quell’area ma non sono mai partiti nonostante le voci dell’arrivo di facoltosi imprenditori che avrebbero preso in mano la situazione. Così non è stato. Fino ad oggi, sulla struttura crollata stanotte non erano state emesse ordinanze”.