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La Locanda del samaritano rinasce a pochi passi dalla Cittadella della pace

Lavori in corso a Pegazzano per la realizzazione di un nuovo dormitorio che ospiterà i senza fissa dimora. Questa mattina la presentazione. L'appello da Caritas: "Progetto oneroso, aiutateci a sostenerlo".

Una risposta all’emergenza freddo, a chi è senza casa e una zona buffer per affrontare il Covid. Rinasce una parte dei locali appartenenti alla chiesa di Pegazzano attigua alla Cittadella della Pace che ospiterà una versione innovativa e potenziata della Locanda del samaritano, che in questi mesi si emergenza, si è trasferita al campo sportivo Montagna. Il nuovo plesso permetterà di ospitare 27 persone.
I lavori che richiedono una spesa di oltre 350mila euro sono già cominciati, tecnici, operai e architetti hanno già attrezzato il cantiere ed entro giugno è possibile che ci sia la consegna dei lavori. Un progetto ambizioso, strutturato in tre moduli che ospiteranno i senza fissa dimora e sarà dotato di un’area buffer che in questi tempi Covid servirà come area di quarantena e controllo per chi presenta sintomi. Il primo slot avrà 10 posti, un altro con 18 e la zona buffer sarà esterna, verrà ricavata da alcuni moduli abitativi già in dotazione a Caritas, in futuro quando la pandemia si spera si fermerà, potrebbe essere utile sempre a scopo sanitario per altre situazione e persone in difficoltà.

La presentazione del progetto si è tenuta questa mattina, in Via XV giugno, proprio dove i lavori sono già in corso per la realizzazione della struttura che sarà dotata di camere singole e bagni attrezzati. Un salto in avanti per un’area attigua alla Cittadella che in passato ha ospitato privati, la sede scout del reparto dell’ex Spezia 2 “Davy Crockett”. Per anni quella parte è rimasta silente, chiusa oggi risorge a nuova vita per dare un luogo accogliente a chi non ha possibilità.
Don Luca Palei ha spiegato: “Prosegue il cammino della Locanda del samaritano e avrà caratteristiche compatibili alle normative anti Covid. Oltre che essere un segno concreto per chi è meno fortunato è anche un’opera che ci sollecita a fare di più. La speranza si riaccende ripartendo dagli ultimi. Un anno fa il Papa ci ha ricordato che solo facendo squadra potremo salvarci. La Locanda come racconta anche l’episodio evangelico non è soltanto nominare il povero ma fermarsi e prendersi cura di lui. E’ la nostra missione. Abbiamo però bisogno dell’aiuto e della provvidenza di chi ha buon cuore e vuole sostenerci. Sono grato alla diocesi, perché nella sua espressione sociale, che è la Caritas, ci ha dato un grande aiuto con l’otto per mille. Questo contributo ha un risvolto concretissimo. Vorremmo lanciare anche un’adozione di vicinanza, sui nostri canali social ci sono tutti i dettagli per sostenerci”.

Don Orazio Lertora ha rinnovato l’appello: “Quest’opera si realizza con il grande contributo dell’otto per mille. Qui rinnoviamo il nostro appello, le caratteristiche della struttura sono davvero interessanti e ne vale la pena sostenerla. Serve l’aiuto di tutti”.

Intanto si fa strada l’ipotesi di aprire un sistema di raccolta fondi per garantire mentre si è già levato l’appello ai privati.

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