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"La gravidanza a Spezia, a prova di inciviltà" - Citta della Spezia
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"La gravidanza a Spezia, a prova di inciviltà"

Ospedale Sant'Andrea della Spezia

Come si intuisce dall’oggetto sono incinta. Vi scrivo, indignata, perché, mio malgrado, riesco ancora stupirmi di come le cose possano sempre peggiorare nella mia regione. Dopo la prima visita alla decima settimana mi sono stati segnati i primi (tanti) esami. Il ginecologo mi ha subito avvisata che in Liguria non c’è più il libretto della gravidanza, benchè sul sito ASL sia ancora pubblicizzato come una grande innovazione, che permette alle gestanti di presentarsi presso i laboratori di analisi ASL senza prescrizione/prenotazione e avere comunque la precedenza.
L'”innovazione” ovviamente è vigente nella vicina Toscana. In Liguria invece vige oggi la regola che di mese in mese dovrei prenotare i prelievi di routine. Peccato che visto che i tempi di attesa minimi per prenotare un prelievo superano il mese, quindi i primi mesi, i più importanti, sono messi a rischio. Ma non basta.
Nel caso specifico di questi primi esami, non potendo prenotare prima del 4° mese di gravidanza mi sono recata al San Bartolomeo senza prenotazione, anche su consiglio della farmacista che mi ha fatto notare che la precedenza alle donne in gravidanza è sempre stata assicurata, anche se non c’è più il libretto, e che sicuramente date le tempistiche non avrebbero fatto problemi.
Così ho fatto: mi reco al San Bartolomeo, spiego all’operatrice che attraverso il CUP avrei ricevuto l’appuntamento alla fine di aprile, ma che gli esami che mi sono stati segnati servivano entro la mia 12 settimana. Con insistenza sono riuscita a fare in modo che mi facessero fare gli esami senza prenotazione, ma questo non mi ha evitato una bella attesa fuori dall’ospedale e in piedi, mentre passavano avanti i “prenotati” chiamati con l’appello. Mi sono chiesta in quel momento cosa avrei potuto fare se quella mattina, come molte altre, mi fossi sentita male perché a digiuno o cosa avrebbe fatto una donna con un carattere più remissivo del mio.
Finito questo teatrino vengo raggiunta da una collega dell’operatrice con la quale ho discusso, che mi avvisa che le prossime volte dovrò prenotarle e di ORGANIZZARMI, che loro sulla porta hanno scritto che serve la prenotazione e che il sito ASL riporta informazioni sbagliate. Insomma, mi hanno fatto un favore, ma che non si ripeta!

Personalmente non riesco a capacitarmi di come possa venire trattata una donna in gravidanza in una delle regioni più vecchie d’Italia, in una provincia in cui ci si lamenta anno dopo anno degli esodi verso la vicina ed efficiente Toscana. Una provincia e una regione, la Liguria, in cui una donna in gravidanza dovrebbe avere quantomeno il rispetto che le viene riservato nel mondo civilizzato.

Non si può imputare al Covid un comportamento e un disservizio simile. Perchè il Covid c’è anche in Toscana e non mi risulta che le donne gravide siano messe in coda o nelle condizioni di fare prenotazioni per 12 mesi di esami. No, perché in Toscana il libretto della gravidanza continua ad esserci e dubito abbia un costo per la collettività. Non siamo mai stati in grado di reggere il confronto neanche in passato con le regioni vicine alla nostra ma ora facciamo proprio ridere.

Fa ridere, per non piangere, che si vivano queste situazioni nel 2021, in un paese che fa leggi ed eroga contributi ai comuni per incrementare i parcheggi rosa, in cui alle casse dei supermercati ci sono i cartelli con indicata la precedenza alle donne incinta. All’ospedale, una donna incinta viene lasciata fuori dalla porta in piedi ad aspettare che passino avanti gli altri, a prescindere.

Ma sul serio? E’ possibile? Il mio non è, e non vuole essere, uno sterile sfogo. Perchè io ho gli strumenti per far valere i miei diritti in caso di necessità (come è successo al primo prelievo) ed eventualmente anche per rivolgermi altrove. Ma non è per tutte così. Mi aspetto quindi che il Presidente Toti, che si è tenuto la delega alla Sanità, intervenga immediatamente perché per sistemare questa situazione imbarazzante basta poco più di una sua telefonata. Non servono manovre finanziarie o variazioni di bilancio. Non si tratta di una grande innovazione, come recitano i volantini della Asl5 del 2010, parlando di accesso diretto ai prelievi periodici a cui tutte le donne in gravidanza devono sottoporsi. Si tratta di civiltà e di rispetto, che nel 2021 non possono essere considerati optional del Servizio Sanitario Nazionale che ogni anno paghiamo con le tasse che versiamo.

Spero che il Covid-19, che tanto ci ha portato via, non elimini definitivamente anche quel senso di civiltà che nel 2021 dovrebbe potersi dare per scontato. Spero di leggere presto che è stato un errore e che domani le donne in gravidanza possano tornare con la sola impegnativa davanti al laboratorio analisi ed entrare subito, come è sempre stato. E magari che non debbano fare 200 telefonate per prenotare tempestivamente la morfologica (che peraltro non sono ancora riuscita a prenotare).

P.S. Questa mattina il mio medico mi ha mandato impegnativa per nuovi esami da fare con urgenza (10 giorni). Appuntamento al 6 maggio.

(mail firmata)